Grecia, cresce il pil: via alla privatizzazione. Ma la Germania ha ancora dei dubbi

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ATENE, 13 AGOSTO 2015 – Una giornata con alti e bassi quella che ha vissuto oggi Atene. Da un ...

ATENE, 13 AGOSTO 2015 – Una giornata con alti e bassi quella che ha vissuto oggi Atene. Da un lato, ci sono le buone notizie: le riforme messe in atto in queste settimane hanno portato ad un aumento del Pil dello 0,8%, più di quanto gli stessi analisti non sperassero (il valore calcolato era circa dello 0,6%). Per di più, il tasso di crescita è nettamente superiore a quello dello scorso anno, calcolato nello stesso periodo (+1,4%).

Tuttavia, sembra che questo non basti. Almeno, non per la Germania. Per domani, nell’agenda dell’Eurogruppo, sono due le possibilità riservate alla Grecia: quella di un prestito ponte e quella di dare il via libera a un nuovo salvataggio – il terzo. Ma, proprio in queste ore, il Financial Times ha pubblicato un documento in cui si evincono le numerose reticenze di Berlino all’intesa. Il titolo, alquanto eloquente, con cui la testata britannica apriva l’articolo era “Berlino getta sabbia negli ingranaggi dell'accordo”.

A conferma della posizione tedesca arrivano anche le dichiarazioni del portavoce per i temi finanziari della Cdu, Ralph Brinkhaus, che ha spiegato come l’accordo sia “desiderabile, ma non è scontato”. Secondo la stampa tedesca, quanto ci si aspetta dalla riunione di domani sarebbero proprio delle “risposte importanti” da parte di Atene in merito al terzo salvataggio, con una particolare attenzione alla questione della sostenibilità del debito e a quella delle privatizzazioni.

A questo proposito, Tsipras ha annunciato il via a una serie di procedure di privatizzazione, proprio come imponeva il Memorandum. In particolare, l’operazione interesserà i porti del Pireo e di Salonicco e la ferrovia di Stato Trainose-Rosco.

Ma la tensione si avverte anche in casa: proprio oggi, durante una riunione al Parlamento, Tsipras ha dovuto affrontare l’ala estremista di Syriza, ostile al piano proposto da Bruxelles e decisa a evitare la messa in atto del Memorandum, giudicato come “cappio al collo del popolo greco”.

Sarà soltanto nella riunione di domani, fissata per il pomeriggio, che si stabilirà se il pugno duro della Germania riuscirà a far ottenere alla Grecia soltanto il prestito ponte o se a vincere sarà l’opzione del terzo salvataggio, così fortemente desiderata da Tsipras.

(foto: euronews.it)

Sara Svolacchia
 

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