Minori: internet, rischio nativi digitali? Analfabetismo estetico
Eventi Lazio

Minori: internet, rischio nativi digitali? Analfabetismo estetico

venerdì 6 giugno, 2014

ROMA, 06 GIUGNO 2014 - Nell’era delle tecnologie informatiche il rischio sono le ‘immagini urlate’, quelle esperienze seriali a basso tasso di empatia che preannunciano la fine di qualunque interazione sociale e cognitiva. I soggetti più esposti a questa ‘analfabetizzazione estetica’ sono i nativi digitali. A lanciare l’allarme è Roberto Boccalon, psichiatra e direttore dell’Istituto di psicoterapia espressiva di Bologna (Ipse), che, nel corso del seminario promosso dall’Istituto di Ortofonologia (IdO) a Roma su la ‘La cura dell’arte e l’arte della cura’, spiegherà come si costruisce nell’evoluzione psichica di ogni soggetto la capacità dell’emozione estetica, ovvero di emozionarsi davanti a un’immagine.
L’evento è in programma domani e domenica nell’Aula Magna dell’Istituto comprensivo Regina Elena in Via Puglie 6 dalle 9 alle 18.30.

L’ATTIVITÀ ESPRESSIVA – “L’atto del creare un’immagine o una danza è parte integrante del processo terapeutico- spiega Boccalon- perché nel corso del lavoro i vissuti profondi si esprimono in alternativa al sintomo, in un proprio campo di elaborazione”.
In un quadro teorico di riferimento ampiamente condiviso con altre psicoterapie di orientamento psicodinamico, la psicoterapia espressiva trova una sua specificità nell’uso di strumenti e metodologie derivanti dagli sviluppi dell’Arte-Terapia e della Danza-Movimento-Terapia. Sostengono questo orientamento le ricerche psicoanalitiche, neuroscientifiche e di psicologia dell'arte.

[MORE]

IL TERZO POLO - Nella psicoterapia espressiva “la produzione estetica si colloca come terzo polo, il vertice e il mediatore della comunicazione tra psicoterapeuta e paziente- precisa lo psichiatra- permettendo l’articolazione di nuove direttrici di interazione”. Esse comprendono il rapporto tra paziente e prodotto, nel quale il paziente stesso progressivamente “impara a riconoscersi e vede rispecchiate parti di sé, difficoltà, difese inconsce, fantasie o bisogni; il rapporto tra paziente e terapeuta attraverso il prodotto, in cui si articolano e prendono forma dinamiche transferali e controtransferali, dando corpo al campo della relazione; e infine, l’interazione diretta tra paziente e terapeuta, che consente l’intervento terapeutico e lo scambio, verbale e non, nell’area transizionale in luogo e/o insieme al campo transferale. La compresenza di queste tre dimensioni comunicative- conclude il direttore dell’Ipse- permette al lavoro di procedere a più livelli, in quanto la presenza dell’oggetto viene iscritta
in un contesto di significazione simbolica”.

PROGRAMMA DELLA DUE GIORNI- Il week end di lavoro è strutturato in quattro unità didattiche, suddivise in una prima parte introduttiva con lezioni teoriche frontali e interattive, e una seconda parte più orientata alla dimensione esperienziale. I partecipanti saranno suddivisi in sottogruppi per poter svolgere delle esercitazioni con l’uso di materiali. Verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

(notizia segnalata da Ufficio stampa Istituto di Ortofonologia)

 


Autore
https://www.infooggi.it - Il Diritto Di Sapere

Entra nel nostro Canale Telegram!

Ricevi tutte le notizie in tempo reale direttamente sul tuo smartphone!

Esplora la categoria
Eventi.