Tifone Mangkhut colpisce le coste asiatiche: almeno 64 vittime nelle Filippine e 2 in Cina

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PECHINO, 17 SETTEMBRE – Si contano almeno 69 vittime e decine di dispersi dal momento in cui i...

PECHINO, 17 SETTEMBRE – Si contano almeno 69 vittime e decine di dispersi dal momento in cui il super tifone Mangkhut ha toccato terra sulle coste delle Filippine. Il passaggio della più forte tempesta tropicale dell’anno – anche più di Florence, almeno secondo i meteorologi – sta portando morte e distruzione anche ad Hong Kong ed in Cina.

Il bilancio più grave riguarda proprio l’arcipelago del Pacifico occidentale, con 65 morti, 43 dispersi e 64 feriti secondo il bollettino ufficiale fornito dalle autorità di Manila. La maggior parte dei civili coinvolti abitavano nella provincia di Benguet e sono stati travolti dalle varie frane e dai vari smottamenti che si sono susseguiti nel giro di poche ore. Un altro centinaio di persone sarebbe rimasto intrappolato nelle miniere di Itogon, 200 km a nord della Capitale del Paese, dove i soccorritori starebbero lavorando senza sosta per tentare di aprire un varco tra le macerie della volta crollata. Le autorità locali hanno però dovuto già ufficializzare la morte dei 34 minatori che si trovavano nelle gallerie più profonde, sepolte sotto il peso della montagna dopo le inondazioni e gli smottamenti di terreno che l’hanno riguardata. Un’altra frana, in questo caso seguita dalla caduta di grossi massi, è stata fatale per una quarantina di cercatori d’oro che erano accampati in una baraccopoli nei pressi della stessa miniera, rimasta sepolta sotto il fango sceso dai fianchi del promontorio.

Nel passaggio del tifone sul territorio autonomo di Hong Kong, invece, sono stati i venti a causare i maggiori problemi ed il massimo grado di allerta, che non si segnalava nella regione dal 1979. Nell’occhio del ciclone, le raffiche hanno superato la velocità di 200 km/h e diverse persone sono state travolte e gravemente ferite. Le autorità locali hanno chiesto ai residenti di restare chiusi nelle proprie case per evitare di essere colpiti dai grossi oggetti e detriti sollevati dal tifone, mentre l’aeroporto internazionale di Hong Kong è stato costretto a cancellare circa 800 voli. Nella vicina Macao, invece, il livello delle acque ha raggiunto i tre metri e mezzo ed il governo ha dunque disposto per la prima volta nella storia la chiusura di tutti gli affollati casinò. Proprio ad Hong Kong, 8 imprenditori del settore del corallo originari di Torre del Greco (NA) sono stati sorpresi dalla tempesta mentre si trovavano nella Fiera “Asia’s Fashion Jewellery & Accessories” e si sono salvati barricandosi in un hotel di Cagayan, dove attualmente sono ancora bloccati.

In Cina, invece, la zona più colpita è quella della provincia sudorientale del Guangdong: in questo caso, però, le autorità sono riuscite ad attivarsi in tempo ed hanno organizzato un’evacuazione di massa per quasi due milioni e mezzo di persone, nel giro di pochi giorni ricollocate temporaneamente in varie province dell’interno del Paese, non interessate dal passaggio del tifone. Le fortissime piogge attraverseranno nelle prossime ore anche Guanxi ed Hainan, per poi ripiegare nuovamente verso sud-ovest, coinvolgendo Chongqing, Guizhou e Yunnan. Secondo le autorità cinesi, Mangkhut avrebbe perduto parte del suo vigore dopo il passaggio su Filippine ed Hong Kong, ma l’area interessata dalla tempesta sarebbe tuttora vastissima: in base alle stime dei meteorologi ed ai rilievi satellitari, il tifone sarebbe infatti grande quanto l’intera Francia.

Per quanto concerne invece l’altro ciclone che negli scorsi giorni ha destato l’allarme generale negli Stati Uniti orientali, il bilancio delle vittime è salito a 18 (la maggior parte per incidenti stradali) ma l’uragano è stato ormai declassato dagli esperti a depressione tropicale. Le inondazioni causate dal passaggio di Florence, tuttavia, destano ora parecchia preoccupazione per la tenuta delle numerose dighe delle Caroline e degli altri Stati vicini. La cittadina di Grifton, NC, in particolare, è sotto minaccia costante per il pericoloso aumento del livello del vicinissimo fiume Neuse, mentre la città costiera di Wilmington risulterebbe ormai un’isola circondata dall’acqua. C’è dunque il timore che l’ondata di devastazione possa prolungarsi, portando nuove vittime o quantomeno l’isolamento completo di altre città.

 

Francesco Gagliardi

 

Fonte immagine: hindustantimes.com

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