Venezia, dopo la nomina di Zappalorto a commissario è scontro sulla città metropolitana

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VENEZIA, 4 LUGLIO 2014 – Dopo l’annuncio della nomina di Vittorio Zappalorto a commissar...

VENEZIA, 4 LUGLIO 2014 – Dopo l’annuncio della nomina di Vittorio Zappalorto a commissario di Venezia, i malumori non hanno mancato di manifestarsi, soprattutto per quello che riguarda il discorso sulla nascita della città metropolitana.

Già ieri la presidente della provincia di Venezia Francesca Zaccariotto, che punta alla carica di sindaco in laguna, aveva detto: “Mi pare non ci siano le condizioni per farla, manca il consiglio comunale di Venezia, e quindi non si può eleggere l’organo che dovrà fare lo statuto”, mentre Zappalorto aveva ribattuto: “Se la legge prevede certe scadenze per me dovranno essere rispettate”, riferendosi alla scadenza del 1 gennaio 2015, quando dovrebbe nascere il nuovo ente. “Se non ci sarà il sindaco, ci sarà il commissario, sono pronto a assumermi le responsabilità che mi competono” aveva aggiunto.

Zaccariotto non l’aveva però presa bene:”Non so se è Padreterno, ma credo che questa ipotesi sarebbe priva di senso, siamo di fronte alla forzatura di un sindaco del capoluogo della Città metropolitana commissario, mi chiedo perché dovrebbe essere commissariato anche tutto il territorio della provincia che non ha nessuna colpa. Mi aspetterei invece un atto di umiltà per non far pagare ai cittadini questa situazione”.

Oggi torna all’attacco anche il presidente del Veneto Luca Zaia: “La Città Metropolitana è uno sfregio alla democrazia: mi auguro che il governo la blocchi e che il nuovo commissario del Comune di Venezia, nominato e non eletto, non voglia farsi nominare non eletto sindaco metropolitano”. Zaia, parlando ai microfoni dell’Ansa, ha aggiunto che “il governo ha chiuso la Provincia di Venezia dichiarandola ente inutile e dando vita alla Città Metropolitana trasformando di fatto il sindaco in un nuovo presidente di Provincia. Nel caso di Venezia sarebbe rappresentato da una persona non eletta dal popolo ma espressione di accordi tra segreterie di partito. I veneziani vengono così esautorati di ogni potere democratico a favore di questa nuova e inspiegabile figura”.

Federica Sterza

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