25 aprile, liberazione italiana dal regime fascista. Il sacrificio della resistenza
Societa' Lazio

25 aprile, liberazione italiana dal regime fascista. Il sacrificio della resistenza

martedì 25 aprile, 2017

ROMA, 25 APRILE - “A celebrazione della totale liberazione del territorio italiano, il 25 aprile 1946 è dichiarato festa nazionale”. Così recitava il decreto legislativo proposto dal presidente del Consiglio Alcide De Gasperi e dal principe Umberto II, luogotenente del Regno d'Italia, il 22 aprile 1946.[MORE]

Oggi ricorre l’anniversario della liberazione dell’Italia dall’occupazione nazista e dalla dittatura fascista. Nella Germania nazista, Adolf Hitler proponeva un programma nazionalista finalizzato alla creazione di uno spazio in cui vigeva l’omologazione dei popoli sotto l’egida tedesca, seguendo i valori di purezza razziale. Un programma già noto e diffuso dalle pagine del Mein Kampf,1925. In Italia, invece, dai fogli del quotidiano socialista L’Avanti! iniziava a differenziarsi il pensiero di Benito Mussolini direttore del quotidiano dal 1912. Convinto anti-interventista negli anni della guerra italo-turca, nel 1914 mutò radicalmente il suo pensiero, dichiarandosi a favore dell'intervento in guerra. In opposizione con la linea del partito, si dimise dalla direzione dell'Avanti! e fondò Il Popolo d'Italia. Fautore di un’Italia interventista, venne espulso dal Psi. Creò il movimento Fasci italiani di combattimento,1919, divenuto Partito Nazionale Fascista nel 1921, presentando un programma politico nazionalista.

Due regimi, con storie e ideali diversi, che divennero famosi a tutti per essere caratterizzati dalla ricerca spasmodica di controllo della società in tutti i suoi aspetti, imponendo l'assimilazione dell'ideologia del partito dominante. Nonostante la grande capacità di controllo, nacquero movimenti di resistenza, in opposizione agli ideali dello stato-partito. All’interno di queste associazioni si sviluppò la consapevolezza che il principio di libertà costituiva uno dei valori fondamentali, non solo per la popolazione italiana, ancora sotto il giogo del fascismo, ma per tutti gli stati. Iniziò a svilupparsi un sentimento capace di oltrepassare le identità nazioni. Infatti, possiamo ricordare la Rosa Bianca, Weiße Rose, i cui membri, studenti cristiani, si opponevano in maniera non violenta al regime della Germania nazista. Il movimento fu operativo dal giugno del 1942 al febbraio del 1943, anno in cui i principali componenti del gruppo vennero arrestati e condannati a morte. In un primo volantino pubblicato dall’associazione di Monaco di Baviera: “fate resistenza passiva, resistenza ovunque vi troviate; impedite che questa atea macchina da guerra continui a funzionare, prima che le città diventino un cumulo di macerie”.

In Italia la Resistenza partigiana o Secondo Risorgimento fu l'insieme di movimenti politici e militari che si opposero al nazifascismo. Caratterizzato dall’adesione di una molteplicità ed opposti orientamenti politici fu attivo dopo l'armistizio dell'8 settembre 1943 ed il suo compito terminò nei primi giorni del maggio 1945. La scelta di celebrare la fine di quel periodo con il 25 aprile 1945 fa riferimento alla data dell'appello diramato dal Clna, Comitato di Liberazione Nazionale, riguardante l'insurrezione armata della città di Milano, sede del comando partigiano dell'Alta Italia, fautori di un’Italia senza dittatura. In supporto ai partigiani vi erano i soldati americani ed inglesi. Il 25 aprile 1945 i tedeschi ed i fascisti furono sconfitti. Mentre gli americani e gli inglesi avanzavano verso nord, in tutte le città italiane occupate, i partigiani si mobilitarono per espellere i tedeschi invasori e porre fine alla dittatura. L’Italia tornò libera.

Oggi dopo 72 anni ricordiamo i sacrifici e le imprese di tutti coloro che si fecero portatori della resistenza e della libertà. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella presente all’Altare della Patria ha omaggiato i caduti, ponendo una corona di fiori davanti al Vittoriano. Presenti anche il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, il presidente del Senato, Pietro Grasso, la sindaca di Roma Virginia Raggi, il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti. Intanto, la Comunità ebraica ha lamentato la presenza dei movimenti pro Palestina al corteo Anpi, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia, per tale motivo sono stati organizzati due distinti cortei per le strade romane.

Norberto Bobbio affermava: “dopo venti anni di regime e dopo cinque di guerra, eravamo ridiventati uomini con un volto solo e un’anima sola. Eravamo di nuovo completamente noi stessi. Ci sentivamo di nuovo uomini civili. Da oppressi eravamo ridiventati uomini liberi. Quel giorno, o amici, abbiamo vissuto una tra le esperienze più belle che all’uomo sia dato di provare: il miracolo della libertà”

 

 

immagine da: youtube.com

Caterina Apicella


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