Attentato Strasburgo: morto il reporter Antonio Megalizzi

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STRASBURGO, 15 DICEMBRE – Il 29enne giornalista Antonio Megalizzi non ce l’ha fatta, dopo esser ...

STRASBURGO, 15 DICEMBRE – Il 29enne giornalista Antonio Megalizzi non ce l’ha fatta, dopo esser rimasto gravemente ferito alla testa martedì scorso nell’attentato al mercatino di Natale di Strasburgo. Il reporter trentino ha lottato per quasi quattro giorni tra la vita e la morte nel reparto di rianimazione dell’ospedale Hautpierre del capoluogo alsaziano, dove era stato immediatamente trasportato dopo la strage, entrando poi in coma irreversibile. Antonio era stato centrato alla nuca da un proiettile scagliato dall’arma dell’attentatore Cherif Chekatt – a sua volta ucciso in un blitz della Polizia francese circa 48 ore dopo l’attacco – il quale aveva appositamente mirato alla testa delle sue vittime, uccidendo sul colpo tre persone e ferendone sei.

La situazione legata alle condizioni di salute del giovane reporter era precipitata già nella giornata di ieri, quando i suoi familiari, in preda all’angoscia, non avevano nascosto di aver ricevuto pessime notizie dai medici ed avevano dichiarato che l’unica speranza sarebbe stata ormai legata ad un miracolo. L’assurdo appuntamento di Antonio con il suo tragico destino lo ha infine portato via, allontanandolo definitivamente dai suoi progetti e dalle sue speranze. Il 29enne, che si trovava a Strasburgo per seguire i lavori dell’assemblea plenaria dell’Europarlamento per conto della web radio “Europhonica” con cui collaborava, si era recato al mercatino di Natale – famoso per essere il più antico in Francia – per un giro turistico insieme alla sua fidanzata, Luana Moresco, ma suo malgrado si è ritrovato vittima della follia efferata di Chekatt.

Antonio aveva le idee chiare sul suo futuro: dopo un corso di laurea magistrale a Verona, si era specializzato in studi internazionali all’università di Trento e stava seguendo un master sulle istituzioni europee; nel frattempo, aveva iniziato a lavorare da tecnico del suono e da cronista per la radiotelevisione trentina RTT per poi collaborare con il progetto Europhonica, seguendo i lavori del Parlamento Europeo. Sognava di costruire un nuovo media service giovane che si occupasse di UE, aveva viaggiato molto in Europa e condivideva la passione per la politica con la sua ragazza Luana, candidata con FI in Trentino. Gli amici Clara Rita Stevanato e Caterina Moser (Venete, studentesse universitarie a Parigi) e Bartek Niedzelski (Franco-Polacco, laureatosi a Strasburgo dove aveva anche cominciato a lavorare) si trovavano con loro nel mercatino sotto al ponte del Corbeau quando Chekatt ha iniziato a sparare sulla folla e sono rimasti naturalmente scioccati dall’accaduto (tra l’altro, anche Niedzelski è stato ferito nella sparatoria, ma non si troverebbe in gravi condizioni).

Nel frattempo, in mattinata, nella moschea Eyyub Sultan di Strasburgo si sono svolti i funerali di Kamal, l’Afghano rimasto ucciso nella stessa sparatoria mentre teneva in braccio il suo figlioletto. Sempre stamattina, comunque, ha riaperto il mercatino di Natale teatro della strage, dopo il sollievo della comunità locale per l’uccisione del killer Chekatt. L’imponente schieramento delle forze dell’ordine ha contribuito a rasserenare e rinfoltire le presenze, anche di tanti turisti. È probabile, del resto, che l’attentatore abbia agito da solo, senza alcun coordinamento con cellule od organizzazioni jihadiste, dal momento che nessun gruppo terroristico ha successivamente rivendicato l’attacco o l’iniziativa. Nonostante ciò, in ogni caso il vice-ministro dell’Interno francese Laurent Nunez ha dichiarato che il governo di Parigi ha disposto l’organizzazione di un importante dispositivo di sicurezza, perché la minaccia terroristica in tutto il Paese sarebbe ancora alta.


Francesco Gagliardi


Fonte immagine: ladige.it

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