Ucciso l’attentatore di Strasburgo

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STRASBURGO, 13 DICEMBRE - La caccia all’attentatore di Strasburgo è terminata: il killer è stato...

STRASBURGO, 13 DICEMBRE - La caccia all’attentatore di Strasburgo è terminata: il killer è stato freddato dalla Polizia nel corso di un blitz in un magazzino di rue du Lazaret. La fuga di Cherif Chekatt è durata poco meno di 48 ore.
Dopo l’attentato, nel quale tre persone sono morte e 15 sono rimaste ferite, l’offender aveva preso in ostaggio un tassista, poco dopo liberato perché musulmano praticante, ed era risuscito a far perdere le sue tracce. In una imponente caccia all’uomo, nel pomeriggio di oggi la Polizia aveva ispezionato l’intero quartiere di Neudorf, dove il ricercato aveva la residenza. Anche un uomo vicino all’attentatore sarebbe stato fermato. Non si tratta di un familiare, precisano le autorità. Perquisita anche l’abitazione della sorella del killer. 

Secondo quanto si apprende da Le Figaro, l’autore della mattanza ha sparato per primo contro un’auto della Polizia prima di essere neutralizzato. Finisce così il suo fallimentare tentativo di eludere la giustizia. L’attentatore aveva con sé una pistola e un coltello. 

L’uccisione di Chekatt "è un grande sollievo. E' un'ottima notizia che permetterà ai cittadini di ritrovare più facilmente le loro abitudini, il loro modo di vita e i propri valori". È questo il commento del sindaco di Strasburgo, Roland Ries, alla radio francese 'France Info'. 

Il killer, nato a Strasburgo il 24 febbraio 1989, aveva origini nordafricane. Schedato con la lettera S, ovvero come radicalizzato islamista, aveva molti precedenti penali per aggressione e rapina. Mentre ha sferrato l’attacco al mercato di Natale di Strasburgo, avrebbe gridato “Allah Akbar”. L’attentato, anche se ancora non rivendicato dall’Isis, lascia pensare che possa avere matrice terroristica islamista. Il modus operandi di Chekatt rievoca alla memoria le efferatezze compiute da altri lupi solitari in molte altre città europee. Tutte sanguinarie azioni omicidiarie inneggianti ai deliri della dottrina dello Stato Islamico. 


Luigi Cacciatori 

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