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Oreshnik, il missile balistico ipersonico russo che cambia gli equilibri militari

Redazione
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Oreshnik, il missile balistico ipersonico russo che cambia gli equilibri militari
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Velocità estrema, testate multiple e dislocamento strategico: cosa sappiamo sull’arma schierata da Mosca

Cos’è l’Oreshnik e perché se ne parla oggi

L’Oreshnik (in russo “nocciolo”) è un missile balistico ipersonico a medio raggio sviluppato dalla Russia e impiegato per la prima volta in azioni militari sperimentali nel 2024. Il sistema è tornato al centro dell’attenzione internazionale dopo il suo utilizzo nei bombardamenti contro l’Ucraina e per l’annuncio del suo dislocamento anche in Bielorussia, un passaggio che rafforza ulteriormente la postura militare russa sul fianco orientale dell’Europa.

Si tratta di un’arma progettata per superare i sistemi di difesa antimissile grazie a velocità elevatissime e a una traiettoria balistica difficilmente intercettabile.

Caratteristiche tecniche del missile Oreshnik

Dal punto di vista militare e tecnologico, l’Oreshnik rientra nella categoria dei missili balistici a medio raggio (MRBM), con una portata stimata tra 1.000 e 5.500 chilometri.

Le principali specifiche note:

  • Velocità: fino a Mach 10, pari a circa 2,5–3 chilometri al secondo
  • Propulsione: combustibile solido, che garantisce rapidità nella fase di lancio
  • Tipologia di testata: multipla, con possibilità di carico nucleare o convenzionale
  • Temperatura d’impatto (testata convenzionale): fino a 4.000 °C
  • Traiettoria: determinata nella fase di spinta, tipica dei missili balistici e non di crociera

Queste caratteristiche rendono l’Oreshnik un’arma estremamente complessa da neutralizzare una volta lanciata.

Potenza distruttiva e confronto con le armi nucleari

Secondo quanto dichiarato dal presidente russo Vladimir Putin, un utilizzo massiccio di missili Oreshnik contro un singolo obiettivo, anche con testate convenzionali, potrebbe produrre un effetto distruttivo paragonabile a quello di un’arma nucleare tattica.

Questa affermazione evidenzia un punto chiave: la crescente sovrapposizione tra armamento convenzionale avanzato e deterrenza nucleare, uno dei temi più delicati della sicurezza internazionale contemporanea.

Sistema di lancio mobile e imprevedibilità operativa

L’Oreshnik non è solo un missile, ma parte di un complesso missilistico mobile. Questo significa che:

  • il luogo di lancio può cambiare rapidamente
  • la prevedibilità degli attacchi è ridotta
  • i tempi di reazione delle difese avversarie si accorciano drasticamente

La mobilità del sistema rappresenta un moltiplicatore strategico, soprattutto in contesti di conflitto ad alta intensità.

Entrata in servizio e produzione in serie

Sebbene l’entrata ufficiale in servizio dell’Oreshnik sia stata fissata alla fine del 2025, il missile è stato già impiegato in combattimento nel novembre 2024, in una fase definita sperimentale.

Nel novembre 2025, Mosca ha annunciato:

  • l’avvio della produzione in serie
  • l’inserimento stabile del sistema nella dottrina missilistica russa

Il dislocamento in Bielorussia e le implicazioni geopolitiche

Un ulteriore elemento di rilievo è il posizionamento di alcuni sistemi Oreshnik in Bielorussia, annunciato ufficialmente un mese dopo l’avvio della produzione in serie.

La decisione rientra in un accordo bilaterale con il presidente bielorusso Aleksandr Lukashenko e rafforza l’asse militare tra Mosca e Bielorussia. Dal punto di vista strategico, questo dispiegamento:

  • riduce le distanze operative verso l’Europa orientale
  • aumenta la pressione sulla NATO
  • consolida la presenza militare russa oltre i propri confini nazionali

Perché l’Oreshnik è considerato un’arma chiave del futuro

L’Oreshnik rappresenta un esempio concreto di come la guerra moderna stia evolvendo verso:

  • armi ipersoniche
  • sistemi mobili difficili da intercettare
  • una deterrenza sempre più ambigua tra convenzionale e nucleare

La sua introduzione segna un passaggio importante nel confronto strategico globale e contribuisce ad alimentare il dibattito su sicurezza, stabilità e controllo degli armamenti nel XXI secolo.


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