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Bambino di 11 anni fatto scendere dal bus senza biglietto: costretto a camminare per chilometri

Redazione
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Bambino di 11 anni fatto scendere dal bus senza biglietto: costretto a camminare per chilometri
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Belluno, scoppia il caso sulla linea Calalzo–Cortina: indagine interna e autista sospeso

Un episodio che solleva interrogativi sulla sicurezza dei minori nei trasporti pubblici

Un bambino di 11 anni sarebbe stato lasciato a piedi da un autobus della linea 30 tra Calalzo e Cortina d’Ampezzo, in provincia di Belluno, perché sprovvisto del biglietto previsto in occasione delle Olimpiadi invernali Milano-Cortina. Il minore, secondo quanto ricostruito, sarebbe stato costretto a percorrere a piedi circa sei chilometri, impiegando oltre novanta minuti per rientrare a casa.

L’episodio, avvenuto due giorni fa, ha immediatamente acceso il dibattito pubblico e portato all’avvio di una verifica interna da parte di DolomitiBus, azienda di trasporto pubblico locale partecipata dalla Provincia di Belluno.

Il nodo del biglietto speciale per le Olimpiadi

All’origine della vicenda ci sarebbe la non validità del carnet in possesso del bambino durante il periodo olimpico. Per l’evento internazionale, infatti, è stata introdotta una tariffa maggiorata fino a 10 euro a tratta, applicata anche ai residenti.

Durante il controllo, l’autista avrebbe riscontrato l’irregolarità del titolo di viaggio e avrebbe quindi fatto scendere il minore dal mezzo, senza però attivare misure alternative di tutela o segnalazione.

La denuncia della nonna-avvocata: “Ipotesi di abbandono di minore”

A rendere pubblica la vicenda è stata la nonna del bambino, l’avvocata Chiara Balbinot, che ha parlato apertamente di una possibile ipotesi di abbandono di minore.

“Ho ricevuto due telefonate di scuse da parte dell’azienda, ma noi andiamo avanti. Dal mio punto di vista esisteva un chiaro obbligo di custodia”, ha dichiarato.

Secondo la legale, il nipote avrebbe potuto andare incontro a qualsiasi pericolo durante il lungo tragitto a piedi, effettuato lungo una pista ciclabile che costeggia la strada principale.

DolomitiBus: indagine interna e sospensione dell’autista

In una nota ufficiale, DolomitiBus ha comunicato che il servizio in questione era stato subappaltato alla società privata La Linea Spa. Alla luce dei fatti, l’azienda ha:

avviato una commissione di indagine interna

richiesto chiarimenti formali alla società subappaltatrice

disposto la sospensione prudenziale del conducente coinvolto

La società ha inoltre espresso sollievo per il fatto che il bambino non abbia riportato conseguenze fisiche e abbia fatto ritorno a casa in buone condizioni.

Videosorveglianza e accertamenti in corso

DolomitiBus ha ricordato che tutti i mezzi sono dotati di sistemi di videosorveglianza e che le registrazioni video saranno messe a disposizione per l’accertamento puntuale dei fatti.

Parallelamente, la Procura di Belluno potrebbe valutare eventuali profili di responsabilità penale, chiarendo se il comportamento tenuto rientri o meno in fattispecie rilevanti dal punto di vista giuridico.

Un caso che riapre il tema della tutela dei minori

L’episodio solleva interrogativi importanti sulla gestione dei minori nei trasporti pubblici, soprattutto in presenza di regole tariffarie straordinarie e servizi subappaltati.

La vicenda di Belluno rischia di diventare un caso simbolo, ponendo l’attenzione sulla necessità di procedure chiare, formazione del personale e priorità assoluta alla sicurezza dei bambini, anche in situazioni di irregolarità amministrativa.

Presunzione di innocenza

È importante ricordare che, nel sistema penale italiano, vige la presunzione di innocenza fino alla sentenza definitiva. Come sancito dall’articolo 27 della Costituzione italiana, nessuno può essere considerato colpevole fino a condanna passata in giudicato.


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Scritto da Redazione

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