Grillo e l'alleanza con Farage: «Punti in comune. Non è un razzista». Ma il M5S è in subbuglio
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Grillo e l'alleanza con Farage: «Punti in comune. Non è un razzista». Ma il M5S è in subbuglio

venerdì 30 maggio, 2014

ROMA, 30 MAGGIO 2014 - Il post elezioni europee sta comportando all’interno del M5S giornate alquanto convulse. Al di là del risultato poco soddisfacente, rispetto alle iniziali previsioni, adesso, all’interno del movimento, ci si chiede quale ruolo e quali alleanze intraprendere all’Europarlamento di Strasburgo.

In tal senso, dopo la giornata di ieri, quando il leader dei grillini Beppe Grillo ha incontrato a Bruxelles il leader dell’Ukip (United Kingdom Independence Party), Nigel Farage, la ventilata possibilità che venga raggiunta un’intesa tra i due ha innescato non pochi dubbi e tensioni tra i militanti a 5 stelle.

Alla base di tali malumori, le idee infelici del britannico a riguardo di parità di genere e lotta all’omofobia, con tanto di dichiarazioni, quali per esempio: «Le donne valgono meno, è giusto che guadagnino meno, vanno in maternità». O tanto per gradire, ecco cosa un altro esponente dell’Ukip, David Silvester, ha dichiarato a proposito dell’omossessulità: «Dacchè è stato riconosciuto il matrimonio gay, la Gran Bretagna è stata colpita dalle alluvioni».

Ma tant’è, lo stesso Beppe Grillo quest’oggi ha fatto il punto della situazione difendendo la figura di Nigel Farage sia rilasciando delle dichiarazioni al quotidiano d’oltremanica Telegraph, sia attraverso il suo blog. «A differenza dei leader verdi e liberali, – scrive Grillo – che hanno entrambi urlato per la guerra in Libia, quando Hermann Van Rompuy ha visitato il parlamento a dicembre 2012, l’Ukip ha avuto una opposizione coerente e di principio alle guerre imperialistiche straniere e contrario alla Gran Bretagna come cagnolino della politica estera aggressiva dell’UE o degli Stati Uniti. Ukip – continua Grillo nel punto intitolato “UKIP è contro la guerra” – si è opposta all’intervento militare dell’UE e del Regno Unito in Iraq, Afghanistan, Libia e Siria».

Inoltre, nella stessa nota, il leader del M5S tratteggia anche le similitudini operative tra i grillini e il partito euroscettico britannico: «UKIP è un’organizzazione democratica, con delle procedure decise dai suoi membri». E poi nel tentativo di sgombrare ogni avversione all’idee intransigenti sui temi di parità di razza e di genere e omofobia, Grillo scrive: «Il Gruppo rifiuta la xenofobia, l’antisemitismo e qualisiasi altra forma di discriminazione. […] Nessuna forma di razzismo, sessismo o xenofobia è tollerata. Nessuno che sia mai stato membro di un partito di estrema destra può unirsi a Ukip. Questo – si continua a leggere – è scritto nella costituzione del partito. La costituzione del partito è stata modificata in modo che i membri del partito e i deputati che infrangono la legge o mettono in imbarazzo il partito possono essere espulsi».

Ancor più utile e sufficiente, tuttavia, potrebbe essere leggere le prime battute del lungo post pubblicato da Grillo: «Nell’ottima del gruppo EFD (Europeo of Freedom and Democracy) si tratta di un matrimonio di convenienza per il reciproco vantaggio». Ma, come in precedenza detto, Grillo ha speso parole di elogio e stima nei confronti di Nigel Farage anche alle pagine del Telegraph: «Ha senso dello humor e dell’ironia. Farange – ha spiegato – vuole controllare i flussi migratori in Europa come noi. Non è vero che lui sia razzista, come io non sono il fascista e nazista che descrivono i giornali italiani. L’incontro è servito per conoscerlo».

Alle dichiarazione di Grillo segue, a modi effetto eco, la nota pubblicata dall’Ukip che parla di Farage e Grillo come «ribelli con una causa» e che «causeranno non pochi problemi a Bruxelles». La domanda a questo punto è: basteranno tali precisazioni a tranquillizzare i militanti del M5S? A placare gli animi è intervenuto il vicepresidente della Camera, il grillino Luigi Di Maio: «Credo che si stia facendo molta polemica strumentale, non ci ho visto niente di sbagliato, se non una consultazione con uno dei principali attori della politica europea che è Farage». Sulla stessa lunghezza d’onda, il deputato Alessandro Di Battista: «Grillo incontra Farage e questo per i media è più grave del patto del Nazareno Berlusconi-Renzi? Ma vi sembra normale? Abbiamo 17 europarlamentari – spiega Di Battista – e abbiamo la possibilità di costruire un gruppo autonomo a Bruxelles che ci darebbe un grande potere, E forse, se in tanti ci attaccano su questo punto, forse più che noi attaccano l’obiettivo, perché è l’obiettivo a far paura».[MORE]

Resta comunque da capire se le reazioni avverse all'intesa Grillo-Farage, provenienti da numerosi militanti, avranno seguito. Su tutte la petizione “Grillo fatti da parte” lanciata su change.org da un attivista del M5S di Bari ma che vive a Monza. Petizione che nel giro di poche ore ha un riscontro di oltre 3000 firme.

Intanto quest’oggi, sempre all’insegna dell’ironica polemica, Beppe Grillo ha deciso di farsi ritrarre, sulla spiagga di Marina di Bibbona, con una sorta di corona di “spine” in testa, nella fattispecie alghe secce, in segno di autoflagellazione dopo la sconfitta di domenica scorsa (vedi foto copertina).

(Immagine da corriere.it)

Giovanni Maria Elia

 


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