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Hantavirus in Calabria, istituita la cabina di regia regionale per prevenzione e sorveglianza

Redazione
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Hantavirus in Calabria, istituita la cabina di regia regionale per prevenzione e sorveglianza
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La Regione Calabria rafforza il sistema di monitoraggio sanitario con un organismo dedicato al coordinamento delle attività di prevenzione, controllo e gestione di eventuali casi

La Calabria attiva una cabina di regia sull’Hantavirus

La Regione Calabria ha costituito una specifica cabina di regia per l’Hantavirus, con l’obiettivo di garantire un monitoraggio costante, coordinare le attività di prevenzione sanitaria e predisporre indicazioni operative uniformi per tutto il servizio sanitario regionale.

La decisione è stata formalizzata attraverso un decreto firmato dal dirigente generale del Dipartimento Salute. Pur essendo il rischio per la popolazione europea attualmente considerato molto basso, la Regione ha ritenuto necessario attivare un sistema di controllo organizzato, alla luce dell’evoluzione del focolaio e delle informazioni che continuano ad arrivare sui casi e sui relativi contatti.

Perché è stata istituita la cabina di regia

L’istituzione della cabina di regia nasce dall’esigenza di rafforzare la sorveglianza epidemiologica anche a livello regionale. L’obiettivo non è creare allarmismo, ma assicurare una risposta pronta, coordinata e omogenea nel caso in cui dovessero emergere situazioni da gestire sul territorio calabrese.

Nel decreto viene evidenziato che, nonostante in Italia siano stati segnalati solo pochi casi sporadici di infezione da Hantavirus, spesso collegati a esposizioni avvenute all’estero o in aree transfrontaliere, non si può escludere la necessità di intervenire su eventuali casi o contatti.

Per questo motivo, la Regione Calabria ha scelto di dotarsi di una struttura di coordinamento capace di supportare le aziende sanitarie e ospedaliere nella gestione delle procedure di tutela della salute pubblica.

Le funzioni della cabina di regia regionale

La nuova cabina di regia Hantavirus Calabria avrà il compito di coordinare le attività di prevenzione, sorveglianza e gestione dei casi, fornendo indirizzi agli enti del sistema sanitario regionale.

In particolare, l’organismo dovrà favorire l’adozione di indicazioni operative comuni, evitando risposte frammentate tra i diversi territori. Questo aspetto è particolarmente importante quando si parla di sanità pubblica, perché permette di intervenire con protocolli condivisi, tempi più rapidi e maggiore chiarezza organizzativa.

La cabina di regia opererà a supporto del Dipartimento Salute e Servizi Sanitari della Regione Calabria, sotto il coordinamento del dirigente generale Ernesto Esposito.

Chi farà parte dell’organismo di coordinamento

La composizione della cabina di regia coinvolge figure sanitarie e accademiche con competenze specifiche nei settori della prevenzione, della microbiologia, della virologia e delle malattie infettive.

Ne faranno parte i direttori sanitari delle aziende sanitarie e ospedaliere, i direttori dei Dipartimenti di prevenzione delle aziende sanitarie, il direttore della struttura di microbiologia e virologia dell’Azienda ospedaliera universitaria Dulbecco di Catanzaro, il direttore della scuola di specializzazione in Igiene e Medicina preventiva dell’Università Magna Graecia di Catanzaro e il direttore della scuola di specializzazione in Malattie infettive e tropicali dell’Umg di Catanzaro.

Una rete tecnica e specialistica che avrà il compito di monitorare l’evoluzione della situazione e fornire supporto operativo alle strutture sanitarie calabresi.

Hantavirus, nessun allarme ma attenzione alta

La costituzione della cabina di regia non indica una situazione di emergenza, ma rappresenta una misura di prudenza e programmazione. La Regione Calabria punta infatti a rafforzare la propria capacità di risposta sanitaria attraverso strumenti di controllo, prevenzione e comunicazione istituzionale.

Il messaggio principale resta quello della vigilanza: il rischio è considerato basso, ma il monitoraggio continuo consente di intercettare tempestivamente eventuali criticità e di gestire in modo ordinato casi sospetti, contatti e procedure sanitarie.

Con questa iniziativa, la Regione Calabria conferma l’attenzione verso la tutela della salute pubblica e verso una gestione preventiva dei possibili rischi infettivi, affidandosi al coordinamento tra istituzioni sanitarie, aziende ospedaliere e competenze universitarie del territorio.


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