Kuwait, attentato in una moschea sciita: 25 morti durante la preghiera

3
Scarica in PDF
Ricevi gli aggiornamenti direttamente sul tuo MESSENGER!
KUWAIT CITY, 26 GIUGNO 2015 – Continua il venerdì nero degli attentati. Dopo quello di ...

KUWAIT CITY, 26 GIUGNO 2015 – Continua il venerdì nero degli attentati. Dopo quello di Lione, della Tunisia e della Somalia, una nuova rivendicazione sorge dalle schiere dell’Isis. In questo caso, a essere colpita dalla furia terrorista è stata una moschea sciita in Kuwait.

Le vittime – tutti musulmani sciiti riuniti in preghiera nella moschea – sarebbero almeno 25. I feriti, invece, potrebbero essere perfino 100. Come era accaduto circa di un mese fa per la moschea di Kudeih, in Arabia Saudita, i terroristi hanno scelto di agire proprio nel momento in cui la moschea era maggiormente popolata a causa della rituale preghiera del venerdì.

Per quanto riguarda le dinamiche dell’attentato, alcuni testimoni oculari hanno affermato di aver visto un uomo entrate nella moschea con indosso una cintura esplosiva. L’assalitore si sarebbe fatto saltare in aria al grido di “Allah è grande”. Secondo un comunicato reso noto su internet, l’attentatore suicida risponderebbe al nome di Abu Suleiman al-Muwahhid e avrebbe scelto di colpire la moschea in quanto luogo di propaganda delle idee sciite in un paese a maggioranza sunnita.

Nonostante attacchi simili abbiano avuto luogo di recente, questa è la prima volta che l’Is ha scelto di colpire gli sciit in Kuwait. Dopo una giornata che ha visto il terrorismo dominare la scena dei media, molte sono state le reazioni di solidarietà a livello internazionale. “Tunisia, Kuwait, Francia: Europa e mondo arabo uniti come vittime e nella risposta. I terroristi vogliono dividerci, ma ci uniscono sempre più”: queste le parole di Federica Mogherini, l’Alto rappresentante per la Politica estera dell'Unione europea, di fronte agli attentati di queste ore.
 

Anche Il ministro dell'Interno Angelino Alfano ha espresso “il più grande cordoglio ai paesi e ai popoli colpiti”. “Non c'è nessun paese a rischio zero”, ha aggiunto, “e per questo oggi abbiamo elevato l'allerta”.

(foto:www.npr.org)

Sara Svolacchia
 

InfoOggi.it Il diritto di sapere