Mafia, maxi sequestro della Dia a imprenditori bagheseri
PALERMO, 19 NOVEMBRE 2014 - Gli uomini della Dia di Palermo hanno sequestrato beni per un valore di 17 milioni di euro ai due fratelli Francesco e Giancarlo Raspanti, i due sono imprenditori a Bagheria. Nel sequestro sono compresi beni immobili e mobili, quote societarie e rapporti bancari.
Per gli investigatori i due sono "collettori degli interessi mafiosi della famiglia mafiosa di Bagheria nella gestione del movimento terra e delle attività edili correlate, anche con riguardo ai lavori del passante ferroviario di Palermo e a quelli appaltati dal Comune di Bagheria".
Accertata la contiguità tra i due imprenditori e la mafia, è anche emerso che il padre, Antonino, negli anni ’50 e ’60 è stato più volte inquisito perché ritenuto un elemento di spicco all’interno di Cosa Nostra.[MORE]
Nel giugno scorso Francesco Raspanti era stato fermato, ed è tuttora ai domiciliari, per un provvedimento della Dda locale nell’ambito di un indagine che ha portato all’arresto di 30 persone facenti parte della famiglia mafiosa di Bagheria e responsabili di associazione mafiosa, omicidio, estorsione e rapina. Raspanti in particolare era responsabile di estorsione aggravata, in quanto legata ad attività mafiosa.
L’indagine che ha portato al sequestro è stata condotta dalla Dia d’intesa con il Procuratore aggiunto Bernardo Petralia, coordinatore del "Gruppo Misure di Prevenzione" della Dda. Da questa sarebbe emerso che i fratelli Raspanti imponevano alle aziende aggiudicatarie degli appalti pubblici a Palermo, che riguardavano i lavori del passante ferroviario, di quelli di Bagheria, per i lavori di realizzazione di una Chiesa e di un parcheggio pubblico, di rifornirsi di materiale edile nelle loro aziende.
(foto dal sito www.strettoweb.com)
Michela Franzone
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