Matera presentazione del libro Sedimenti

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MATERA, 16 FEBBRAIO 2015 - Una riflessione sul ruolo dei Sassi di Matera quale set naturale pe...

MATERA, 16 FEBBRAIO 2015 -  Una riflessione sul ruolo dei Sassi di Matera quale set naturale per girare pellicole cinematografiche. Sassi come soggetto protagonista o solo base per una scenografia d’effetto. Se n’è parlato, qualche sera fa alla Casa Cava in occasione della presentazione del nuovo libro di Francesco Sciannarella, Sedimenti, Altrimedia Edizioni, autore nato a Matera dove vive tutt’ora.

Vogliamo ancora che gli antichi rioni vengano celebrati perché identici a una Gerusalemme che non esiste più o decidiamo di scrivere pagine nuove? E quale futuro attende ai Sassi e di riflesso alla futura Capitale Europea della Cultura? Interrogativi posti dall’editore, Vito Epifania, ad inizio presentazione a cui si è cercato di dare risposte nel corso della serata. Il cinema e le sue mille possibilità di riscatto giocano un ruolo chiave, è evidente, ma si avverte l’urgenza di definire un percorso chiaro che non sacrifichi il territorio ma che lo valorizzi.

A questo proposito il direttore del Lucania Film Festival, Rocco Calandriello, ha sottolineato che occorre “pretendere che le produzioni cinematografiche assicurino l’adozione del modello eco friendly, il quale offre certezze sul rispetto e la cura dell’ambiente. Ed entrare nella logica di non subire, ma di guidare il progetto di sviluppo del nostro ambiente.”

Un ambiente che richiama tanti altri ambienti: “un iperluogo – secondo Francesco Marano della Università della Basilicata - che rischia di perdere la sua storia, il suo passato. La memoria orale interrompe il suo corso quando non c’è più chi la tramanda, per questo il museo demo-etno-antropologico ricopre un ruolo fondamentale. A partire dal passato si vive un presente e si costruisce un futuro che non è nostalgico di qualcosa che non c’è più, perché forte di quella identità è capace di andare oltre.”

“Sono legato a questa città e ai Sassi da una profonda passione. Assieme a questo affetto crescente per i vecchi Sassi, dove amo ancora oggi immaginare i secolari passaggi di uomini e animali, è cresciuto - afferma Francesco Sciannarella - anche il mio piacere per la scrittura, una passione nata nell'adolescenza. E questi due percorsi affettivi non potevano che incontrarsi prima o poi nella mia vita.

“Se ci interessa esclusivamente l’economia che i Sassi possono generare e l’aspetto della loro tutela non rientra nelle nostre preoccupazioni, allora va bene tutto, persino il clamore che terribili fatti di cronaca, come quelli raccontati da Sciannarella, provocano. Ma allora, senza regole che definiscano l’ambito entro il quale muoversi, – evidenzia Gigi Esposito dell’Onyx Jazz Club – la luce di cui stiamo brillando sarà destinata a consumarsi nel giro di poco. La metafora del cerino che brucia, che inizialmente abbaglia e subito dopo lascia al buio, sintetizza il rischio nel quale stiamo incorrendo.” La provocazione di Gigi Esposito, però, non sostiene una visione museale e recalcitrante al nuovo, quanto piuttosto un atteggiamento “eticamente responsabile” che chiama a raccolta tutti i cittadini, abitanti dei Sassi e non. Una sorta di patto sociale che rivendichi un protagonismo sano per il quale tutti, piccole o grandi produzioni che siano, devono impegnarsi a rispettare le regole.

 

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