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Milano, Procura Generale: Sala a giudizio

Lombardia

MILANO, 19 SETTEMBRE - La procura generale di Milano, nell'inchiesta sul maxiappalto per la Piastra dei servizi di Expo, chiede il processo per il sindaco di Milano ed ex commissario dell'Esposizione generale, Giuseppe Sala. Il rinvio a giudizio riguarda solo l'imputazione di falso ideologico e materiale per la presunta retrodatazione della nomina di due membri delle commissioni di gara, non riguarda invece l'ipotesi di turbativa d'asta per l'appalto del verde, riguardante la fornitura di seimila alberi per il sito espositivo, che allora venne scorporato da quello principale.[MORE]

Le accuse di retrodatazione. Nel maggio 2012 Sala avrebbe retrodatato due verbali di nomina "della commissione aggiudicatrice" della gara da 272 milioni di base d'asta per la piastra - era la più importante di tutta l'Esposizione - con "l'intento di evitare di dover annullare la procedura fin lì svolta" anche per il "ritardo" che si era già accumulato sui "cronoprogrammi" dell'Expo. Queste le accuse mosse dalla Procura generale guidata da Roberto Alfonso.

L'inchiesta è stata al centro di uno scontro in procura, nei mesi scorsi: a gennaio il gip Lucio Marcantonio aveva disposto la proroga per altri sei mesi delle indagini, fino al 10 giugno, come chiesto a dicembre dal sostituto pg Felice Isnardi in seguito all'avocazione dell'inchiesta dopo che il gip Andrea Ghinetti aveva respinto la richiesta di archiviazione presentata dai pm.

Il pg Isnardi, dopo aver sfilato di mano il fascicolo alla procura, ai nomi dei cinque indagati originari - gli ex manager di Expo Antonio Acerbo e Angelo Paris, l'ex presidente della Mantovani spa Piergiorgio Baita e gli imprenditori Ottaviano ed Erasmo Cinque (per loro le accuse, a vario titolo, sono corruzione e turbativa d'asta) - ha ritenuto di aggiungere quelli di Sala, accusato di falso, e dell'imprenditore Paolo Pizzarotti, accusato di tentata turbativa d'asta.

 

Maria Azzarello

fonte immagine: Il Post