Mons. Maniago da Catania: «L’iniziazione cristiana torni a generare vita»
L’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace ha aperto la Settimana Liturgica Nazionale. Al centro l’urgenza di ripensare i percorsi di fede: «Le famiglie spesso chiedono il sacramento, ma non chiedono Gesù Cristo»
CATANIA, 24 agosto 2026 – Non una semplice preparazione ai sacramenti, ma un cammino capace di introdurre realmente alla vita cristiana. È il messaggio lanciato dall’Arcivescovo metropolita di Catanzaro-Squillace, S.E. Mons. Claudio Maniago, nell’omelia pronunciata a Catania in occasione dell’apertura della Settimana Liturgica Nazionale, dedicata quest’anno al tema dell’iniziazione cristiana.
Un appuntamento di rilievo per la Chiesa italiana, nel quale Mons. Maniago ha richiamato alcune delle questioni che attraversano oggi le comunità cristiane, a partire dal rapporto tra trasmissione della fede, famiglie, nuove generazioni e celebrazione dei sacramenti.
«Non possiamo più dare per scontata la fede»
Partendo dal racconto degli Atti degli Apostoli e dall’esperienza della prima comunità cristiana nata dalla Pentecoste, l’Arcivescovo ha evidenziato come l’attuale contesto sociale e culturale sia profondamente mutato rispetto a pochi decenni fa.
«Non possiamo più dare per scontato un patrimonio di tradizione che un tempo era naturale», ha osservato Maniago, richiamando anche il percorso compiuto dalla Chiesa italiana attraverso il Cammino sinodale e il “Cantiere per l’iniziazione cristiana”.
Da qui la necessità di interrogarsi non soltanto sulle modalità con cui vengono amministrati i sacramenti, ma soprattutto sulla capacità delle comunità di accompagnare bambini, ragazzi e adulti verso una fede consapevole.
«Il traguardo non è il sacramento»
Uno dei passaggi centrali dell’omelia ha riguardato proprio il significato dei percorsi di catechesi.
«L’obiettivo dell’itinerario di iniziazione cristiana non è il sacramento da celebrare, ma la vita cristiana che nasce dal sacramento celebrato», ha sottolineato l’Arcivescovo.
Una prospettiva che invita a superare una concezione della catechesi legata esclusivamente alla preparazione alla Prima Comunione o alla Cresima. L’obiettivo, secondo Maniago, è invece introdurre progressivamente alla Parola di Dio, alla preghiera, all’Eucaristia, alla vita della comunità e alla testimonianza concreta della carità.
Il rischio di sacramenti ridotti a eventi sociali
Particolarmente netto il riferimento alle Prime Comunioni, che rischiano talvolta di trasformarsi in appuntamenti isolati, privi di un rapporto stabile con la vita della comunità cristiana.
«Le nostre cosiddette prime comunioni si riducono spesso a una festa dei fanciulli una volta nella vita, senza alcun legame con l’Eucaristia dei cristiani», ha affermato Maniago.
Una riflessione che coinvolge direttamente anche le famiglie. «Le famiglie chiedono spesso il sacramento, ma non chiedono Gesù Cristo», ha aggiunto l’Arcivescovo, indicando una delle questioni pastorali più delicate per le parrocchie italiane.
Per Maniago, infatti, il rinnovamento non può limitarsi ai ragazzi: il loro percorso rappresenta anche un’occasione per coinvolgere nuovamente i genitori e gli adulti nella riscoperta della fede.
Al centro la persona di Gesù
Nel suo intervento l’Arcivescovo di Catanzaro-Squillace ha insistito sulla necessità di recuperare la centralità di Cristo nell’annuncio cristiano, evitando che la proposta ecclesiale venga ridotta a un insieme di norme morali o a una generica educazione ai buoni comportamenti.
«Prima dei sacramenti occorre annunciare Gesù Cristo», ha ricordato.
La comunità cristiana, ha spiegato, non è chiamata a giudicare le persone, ma ad annunciare il Vangelo e a mostrare concretamente come l'incontro con Cristo possa dare forma a un modo diverso di vivere le relazioni, la famiglia e la società.
Liturgia, comunità e vita quotidiana
La Settimana Liturgica Nazionale di Catania diventa così un'occasione per approfondire il rapporto tra liturgia e iniziazione cristiana, nella consapevolezza che la celebrazione non può essere separata dalla vita.
Il percorso indicato da Maniago chiama in causa l’intera comunità ecclesiale: sacerdoti, catechisti, famiglie e realtà parrocchiali. La sfida è costruire itinerari nei quali trovino spazio insieme la dimensione celebrativa, l’ascolto della Parola, la preghiera, la carità e la partecipazione alla vita della comunità.
Una riflessione che da Catania interpella anche le comunità della provincia di Catanzaro e dell’intera Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace, chiamate, come tutte le Chiese italiane, a confrontarsi con una società nella quale l’appartenenza religiosa non può più essere considerata automatica.
La sfida indicata dall’Arcivescovo è dunque quella di passare da una pastorale finalizzata prevalentemente alla celebrazione dei sacramenti a una comunità capace di generare e accompagnare persone alla vita cristiana.
Ufficio Diocesano per le Comunicazioni Sociali
Arcidiocesi Metropolitana di Catanzaro-Squillace
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