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Nord Corea, Seul: ''Sotto minaccia nucleare siamo pronti ad uccidere Kim Jon Un''

Puglia

 SEUL, 23 SETTEMBRE - Il ministro della Difesa della Corea del Sud Han Min-koo ha dichiarato, secondo quando riportato dalla CNN, che truppe speciali sono pronte ad agire, e missili balistici di precisione aspettano solo di essere azionati, nel caso in cui si alzasse il livello di minaccia nucleare proveniente dalla Corea del Nord. Ma non è questa la novità: già una fonte militare sudcoreana aveva fatto trapelare che, nel caso di un attacco, Seul avrebbe ‘’ridotto in cenere’’ Pyogyang quando furono gli USA, il 13 settembre, ad aprire ‘’l’ombrello della deterrenza’’ per Seul, facendo volare alcuni cacciabombardieri supersonici in grado di trasportare nucleare agli alleati del Sud.

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Nelle scorse settimane poi Leem Ho Young, un alto esponente dell'esercito di Seul e specializzato nella pianificazione strategica, aveva già portato la comunità internazionale a conoscenza del nuovo sistema di reazione militare sudcoreano, Korea Massive Punishment & Retaliation (KMPR), previsto in caso di concreata minaccia nucleare.


Il tratto distintivo della nuova dichiarazione della parte della Corea sprovvista di nucleare, senza l’aiuto degli Stati Uniti, è la dichiarazione riguardante la reale possibilità di uccidere Kim Jong Un, il leader di Pyongyang. "Useremo missili di precisione per colpire obiettivi nemici in diverse zone", ha spiegato il ministro della Difesa della Corea del Sud, ‘’e abbiamo anche intenzione di uccidere il nostro nemico.’’


All’inizio del mese Kim Jong Un ha portato a termine il suo quindi test nucleare e, secondo Seul, sarebbe intenzionato a compierne un sesto, nonostante le nuove risoluzioni dell’Onu, la condanna del Consiglio di Sicurezza oltre che di tutta la comunità internazionale. Incluse Cina -che insieme agli Usa ha dichiarato la volontà rafforzare la coordinazione per la denuclearizzazione della penisola coreana - e Russia (antico alleato della Corea del Nord) si sono dimostrate irritate dall’atteggiamento di Pyongyang, che potrebbe a questo punto ritrovarsi accerchiata e sola.


Il quadro che sta quindi emergendo è paradossalmente una guerra fredda del ventunesimo secolo con un macroblocco anti-nucleare da una parte, che gode della protezione dell’ombrello della deterrenza degli Usa, e un blocco costituito dalla Corea del Nord isolato dalla comunità internazionale, forte dei riusciti test sul nucleare e reduce da un’alluvione che contra 138 vittime.

 

Maria Azzarello

 

fonte immagine:Sì24.it