Portomaggiore donna ferita gravemente da magrebino un caso nazionale
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Articolo segnalato da:
COSTEL pezzetta
Occhio alla notizia
Tempo di lettura: ~2 min
Donna ferita a Portomaggiore durante una colluttazione: indagini e querele incrociate
*PORTOMAGGIORE –* Una passeggiata con il proprio cane è degenerata in una violenta discussione e in una colluttazione che ha portato al ferimento di *Susanna “Susi” Rimessi, 59 anni*. I fatti sono avvenuti la sera del *16 agosto 2026*, intorno alle 20, in via Somalia a Portomaggiore.
Secondo la denuncia e il racconto della donna, residente a Milano e temporaneamente a Portomaggiore, il diverbio sarebbe nato mentre stava passeggiando con il proprio cane davanti all'abitazione di una famiglia di origine marocchina. Rimessi sostiene di essere stata colpita e ferita alla testa. Il referto medico ha indicato una prognosi di *14 giorni* e la donna ha presentato denuncia ai Carabinieri. [1][2]
Versioni contrapposte
Il caso è però ancora al vaglio degli inquirenti e le ricostruzioni delle parti sono contrastanti. La famiglia coinvolta ha presentato a sua volta querela e sostiene una versione diversa dei fatti. Il 22 agosto, uno dei fratelli coinvolti ha dichiarato di non aver colpito la donna, affermando che la ferita sarebbe avvenuta nel corso della colluttazione. Anche altri familiari avrebbero riportato lesioni. [3]
Le autorità stanno quindi valutando video, testimonianze e denunce reciproche per ricostruire con precisione la dinamica. Per questo motivo, al momento, *non è corretto presentare l'episodio come un'aggressione definitivamente accertata da un “magrebino”*: l'uomo coinvolto è indicato dalle cronache come di *origine marocchina*, ma la responsabilità penale e l'esatta dinamica devono ancora essere stabilite dalle indagini. [2][3][4]
Il caso diventa nazionale
La vicenda ha suscitato grande attenzione anche fuori dal territorio ferrarese ed è arrivata al dibattito politico nazionale. Nel frattempo, il sindaco di Portomaggiore, Dario Bernardi, ha invitato ad accertare pienamente la verità, ribadendo che non esiste alcuna giustificazione per la violenza. [4][5]
*La vicenda resta dunque aperta: sarà l'esito delle indagini a stabilire le singole responsabilità.
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