Ue: nessun rinvio sul roaming, sanzioni a chi non pronto

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BRUXELLES, 3 APRILE - Il direttore generale della Dg Connect della Commissione Ue, Roberto Viola, &e...

BRUXELLES, 3 APRILE - Il direttore generale della Dg Connect della Commissione Ue, Roberto Viola, è stato chiaro: non è previsto alcun rinvio al provvedimento che mette fine ai costi del roaming, al contrario c'è il rischio di "sanzioni" per gli operatori non pronti al 15 giugno. Esiste la possibilità di chiedere 12 mesi di deroga riguarda solo quegli operatori che avessero perdite superiori al 3% del fatturato, non il caso degli operatori italiani quali Tim, Vodafone o Wind.


"In Italia la valutazione spetta all'Agcom, ma dai dati in nostro possesso è poco probabile che gli operatori italiani medio-grandi si trovino in questa situazione", ha detto Viola. Nel nostro Paese infatti "il traffico è molto bilanciato, dato che in media gli italiani viaggiano poco (appena 2,2 giorni l'anno) e anche tra chi viaggia il numero medio di giorni passati all'estero è di 8", ha aggiunto il direttore generale della Dg Connect della Commissione Ue.


"L'impatto complessivo sugli operatori è quindi bassissimo", ha sottolineato, ricordando che quelli più a rischio sono al contrario gli operatori dei Paesi del Nord Europa. "Non si può chiedere una deroga se non si è pronti, questo non è possibile", ha ribadito, aggiungendo che "il dato più interessante è che alcuni operatori, come per esempio Free, hanno già adeguato tutte le loro tariffe al nuovo sistema".


Quanto invece ai sovraccosti limitati che gli operatori potranno applicare a quei clienti che abusano del roaming, "non c'è nulla di nuovo, questo era già stato deciso dal nostro regolamento sull'uso equo", ha ricordato Viola, spiegando che "le linee guida del Berec non possono cambiare le regole" ma al contrario "spiegano come applicare il nostro regolamento".

Maria Azzarello

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