UK, Corbyn nuovo leader Labour. Landini "la sinistra può ripartire"

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LONDRA, 13 SETTEMBRE 2015 - Le primarie del Labour Party, hanno, ieri, acclamato Jeremy Co...

LONDRA, 13 SETTEMBRE 2015 - Le primarie del Labour Party, hanno, ieri, acclamato Jeremy Corbyn. Leader "puramente sinistro", la sua elezione, inizia a far tremare Cameron. Le reazioni dell'ala sindacale italiana, nelle prudenti e plaudenti parole di Landini. 

JEREMY CORBYN LEADER LABOUR

Pacifista e contrario all'austerity, simpatizzante di Syriza e Podemos, ha conquistato, con il 59,5% delle preferenze, il titolo di leader del partito laburista britannico. Jeremy Corbyn, 66 anni e una vita dedicata al partito, sempre controcorrente, in opposizione, persino con l'ex premier Tony Blair, anch'egli laburista, è il successore di Ed Miliband, dimessosi il 7 maggio scorso a causa dei disastrosi risultati del Labour Party alle politiche che avevano confermato l'ascesa conservatrice di Cameron. Molti, membri laburisti e conservatori, sembrerebbero preoccupati per la sterzata a sinistra che "Corby il rosso" potrebbe portare all'interno del Labour, preoccupazione che ha spinto, nei giorni scorsi, a scendere in campo, contro il neo-leader, lo stesso Blair, nonchè Gordon Brown. Da Downing Street, il premier Cameron, in un tweet ha esternato le paure dei conservatori "Il Labour Party è adesso un pericolo per la sicurezza nazionale - ha chiosato - la nostra sicurezza economica e la vostra sicurezza familiare". A riprendere il linguaggio allarmato, anche la stampa di Israele, che lo individua come "socialista anti-israeliano". Le prime, positive, conseguenze della scalata Corbyn si ammirano nel numero, inaspettato, di iscritti che il partito ha registrato in sole 24 ore, con 15 mila nuovi membri.

IL DISCORSO E GLI IMPEGNI

Primo atto del leader laburista è stato partecipare ad una marcia a favore dei migranti "per mostrare sostegno al modo in cui i rifugiati dovrebbero essere trattati e dovrebbero essere trattati in questo Paese" ha dichiarato Corbyn. Un uomo poco incline ai tradizionalismi che rispolvera, però, abitudini socialiste, dall'uso del termine "compagno" alle politiche tipicamente di "sinistra" che intende approntare. Nel suo programma, infatti, prevede di porre fine all'austerity, imporre più tasse "ai ricchi" e rinazionalizzare le imprese, prima tra tutte la ferroviaria. Suo scopo sarà dar luce a temi quali il pacifismo, il welfare, la parità sociale. Ha, inoltre, parlato della riforma sindacale di Cameron come un "attacco alla democrazia" per limitare il diritto di sciopero. Un messaggio, dunque, quello di Corbyn che vuole portare "speranza alla gente comune che non ne può più di ingiustizie, disuguaglianza, povertà non inevitabile" ha affermato il leader laburista.

IL BRACCIO DESTRO: TOM WATSON

A creare ulteriore scompiglio alle inamidate poltrone conservatrici, l'avvento di un secondo personaggio come spalla di Corbyn. Si tratta di  Tom Watson, 1967, parlamentare fin dal 2001, amato dai sindacati, orticarico per Rupert Murdoch, contro cui, spesso, si è scagliato. Attivo su plurimi fronti, da alcuni anni ha pressato le forze dell'ordine per indagare su giri, riguardanti la pedofilia, che avrebbero interessato Westminster, il parlamento, decenni fa.

IL PLAUSO DI LANDINI

In un'intervista per "La Repubblica", Maurizio Landini, sindacalista Fiom, ha espresso il proprio favore in merito alla svolta "sinistra" che si sta verificando nel Regno Unito. Interpellato da Paolo Griseri, Landini, parla di una "grande scelta dal basso" sintomo che il cambiamento in Europa è possibile esclusivamente, partendo dal popolo, dalla "base". Il leader Fiom sostiene l'esistenza di una crisi, nelle attuali socialdemocrazie, crisi che ha permesso a Corbyn di soverchiare quanti, anche all'interno del partito laburista, hanno tentato di osteggiarlo.

I tempi, certamente, non sono, ancora, maturi per poter supporre vittorie future da parte del nuovo assetto laburista, quanto si può, attualmente, documentare è l'emersione di un nuovo bisogno popolare che diviene avviso per l'intera Unione Europea. Un avviso che, nel periodo di instabilità economica, globalmente dominante, può permettere, citando Tim Bale "all'inatteso di non essere impensabile".

 

Fonte foto: huffingtonpost.it

Ilary Tiralongo

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