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09 maggio: Giorno della memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi

Lazio

Da Aldo Moro a Peppino Impastato, oggi si ricordano i servitori dello Stato
 

09 mag. Roma - L’Italia non ha dimenticato i suoi eroi e, grazie a Napolitano, oggi è un giorno tutto dedicato alla loro memoria. Nonostante il premier Berlusconi parla dei magistrati in senso negativo, come “cancro da estirpare”, c’è chi crede ancora nei veri valori, nella giustizia; e c’è chi come loro, morti ammazzati, ha offerto la propria vita per lo Stato. Il Giorno della Memoria delle vittime del terrorismo e delle stragi, vuole dimostrare alle famiglie dei dieci magistrati uccisi dalle Brigate Rosse e da altre formazioni terroristiche, che gli italiani non hanno cancellato il loro passato. [MORE] Il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha così deciso di dedicare a loro la cerimonia di quest'anno in segno di solidarietà alla magistratura dopo l'ignobile affissione di tre settimane fa, a Milano, di manifesti con la scritta «Fuori le Br dalle procure». Quei cartelloni, disse il capo dello Stato, sono una «ignobile provocazione», «un’offesa alla memoria di tutte le vittime delle BR, magistrati e non», e anche il segno che « si stia toccando il limite oltre il quale possono insorgere le più pericolose esasperazioni e degenerazioni». La celebrazione si è svolta oggi al Quirinale. Nel corso della cerimonia è stato presentato un libro, intitolato “Nel loro segno”, edito dal CSM, che ricorda i dieci magistrati scomparsi: Emilio Alessandrini, Mario Amato, Fedele Calvosa, Francesco Coco, Guido Galli, Nicola Giacumbi, Girolamo Minervini, Vittorio Occorsio, Riccardo Palma e Girolamo Tartaglione. Oggi ricorre inoltre, l'anniversario dell'uccisione di Aldo Moro, politico italiano, cinque volte Presidente del Consiglio dei ministri e presidente del partito della Democrazia Cristiana. Lo statista fu ucciso il 16 aprile del 1978, sequestrato dalle Brigate Rosse, fu trovato morto nel bagagliaio di una renault rossa dopo 55 giorni dalla sua scomparsa. Mentre, poco tempo dopo, il 9 maggio, moriva Peppino Impastato, politico-attivista e conduttore radiofonico, barbaramente ucciso da Tano Badalamenti a Cinisi. Grandi uomini che hanno fatto, e continueranno a fare con il loro ricordo, la storia del nostro Paese. Napolitano ha posto, giustamente, l'accento sulla parola «onore», ricordando il tributo di sangue pagato dalle toghe negli anni del terrorismo, il loro esempio «è più forte di qualsiasi dissennato manifesto affisso sui muri della Milano di Emilio Alessandrini e Guido Galli» e di «qualsiasi polemica politica indiscriminata».
Il Capo dello Stato ha dimostrato la sua grande personalità attraverso la sua viva commozione, con la voce rotta dall'emozione ha spiegato che le storie dei magistrati vittime del terrorismo sono come “pietre”, niente e nessuno può togliere il loro valore.
 

Tiziana Marzano