25, 40, 38... Smorfia, Simboli tombola!

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NAPOLI 25 DICEMBRE - Il gioco natalizio per eccellenza è, sicuramente, la tombola. L’usanza di tr...

NAPOLI 25 DICEMBRE - Il gioco natalizio per eccellenza è, sicuramente, la tombola. L’usanza di trastullarsi con i numeri per cercare di metterne in fila due, tre, quattro o cinque ed infine di riempire almeno una delle cartelle che si hanno dinnanzi, è tipicamente italiana, ma, senza alcuna ombra di dubbio, sono le regioni del Sud a farla da padrone.

Anche se si tratta di un gioco d’azzardo, nel periodo di festa, adulti e bambini trascorrono intere serate giocando a tombola per ambire ai premi messi in palio, che possono avere la più svariata natura. Si va dai dolcetti alle caramelle, dai regalini a piccole somme di denaro che si sono versate per comprare le cartelle.

Le vere e proprie origini di questo gioco si perdono nella notte dei tempi e, si fanno risalire addirittura a 1000 anni prima la venuta di Cristo. Ma alcuni curiosi fatti storici, la fanno nascere a Napoli attorno al 1734.

A quel tempo, il re di Napoli, Carlo III di Borbone era determinato ad ufficializzare nel suo regno il gioco del lotto che, se mantenuto ancora clandestino, avrebbe sottratto ingenti entrate di denaro alle casse dello Stato. Tale decisione era fermamente opposta da un frate domenicano, Gregorio Maria Rocco. Questa diversità di idee, fece scoppiare fra il sovrano e il frate una vivace disputa.

Padre Rocco, che era legato al re da un profondo rapporto di amore – odio, era dell’idea che introdurre nel paese un «così ingannevole ed amorale diletto» avrebbe contravvenuto ai precetti cattolici che tutti cercavano di rispettare. Dal canto suo, il re, dopo aver fatto presente che se il lotto fosse stato giocato ancora di nascosto, sarebbe risultato più dannoso per le tasche dei sudditi, riuscì ad avere la meglio sulle argomentazioni del religioso. Ad una condizione, però. Il gioco del lotto, nella settima Santa di Natale sarebbe stato sospeso, per consentire ai fedeli di concentrarsi solo sulle preghiere.

Ma i napoletani, che quanto a fantasia erano e rimangono impareggiabili, subito escogitarono un simpatico modo per aggirare quel divieto. I 90 numeri del lotto furono inseriti in “panarielli” di vimini e, per ingannare il tempo in attesa della mezzanotte, ognuno disegnò numeri in ordine sparso su cartelle che bisognava riempire. Così, la creatività popolare, riuscì a trasformare un gioco pubblico in un gioco familiare che prese, appunto, il nome di tombola, dalla forma cilindrica del numero impresso nel legno e dal capitombolo che lo stesso fa quando cade sul tavolo dal “panariello”.

La parola tombola, quindi, secondo alcuni deriverebbe da tombolare, ossia roteare o far capitombolare i numeri dal paniere, secondo altri, invece, trarrebbe origine da tumulo, forse per la forma piramidale che continua ad avere il paniere classico.

Si può, dunque, affermare che la tombola è figlia del lotto, ma soprattutto dell’estrosa genialità del popolo napoletano.

Ad ognuno dei numeri della tombola fu attribuito un significato allegorico diverso da regione a regione e, nella stessa Napoli, da quartiere a quartiere. I simboli della tombola partenopea, continuano, però, ad essere i più usati e si contraddistinguono per la loro allusività e, alle volte, anche per la loro scurrilità.

Ci va di condividere con i nostri lettori il simpatico significato di alcuni di questi numeri che si trovano nella "smorfia".
14 - 'O mbriaco (l'ubriaco)
17 - 'A disgrazzia (la disgrazia)
23 - 'O scemo (lo scemo)
39 - 'A funa n' ganna (la corda la collo)
48 - 'O muorto che pparla (il morto che parla)
55 - 'A museca (la musica)
57 - 'O scartellato (il gobbo)
66 - 'E ddoie zetelle (le due zitelle)
75 - Pullecenella (Pulcinella)
77 - 'E riavule (i diavoli)
85 - Ll'aneme 'o priatorio (le anime del purgatorio)
90 - 'A paura (la paura)

Mia S. Aaron

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