Alla Mandria i carabinieri a cavallo, oggi XXI raduno nazionale dell'arma
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Alla Mandria i carabinieri a cavallo, oggi XXI raduno nazionale dell'arma

domenica 26 giugno, 2011

Torino 26 giugno 2011-Un pò di storia: Alessandro Negri di Sanfront (Ponzone, 11 febbraio 1804 – Chiavari, 25 febbraio 1884) è stato un ufficiale e politico italiano, maggiore dei Carabinieri Reali e senatore del Regno d'Italia nella XIII legislatura.

Aiutante di campo del re Carlo Alberto di Savoia, e nipote del generale Alessandro De Rege di Gifflenga, Alessandro Negri frequentò dal 1816 al 1823 l'Accademia Reale di Torino, ottenendo il grado di sottotenente.[MORE]

Alla carica di Pastrengo contro le trupe austriache, partecipò lo stesso re che, in questo modo, riuscì a sfuggire alla minaccia; l'irruenza della carica, operata da tutte le truppe, portò inoltre l'esercito sabaudo alla vittoria della battaglia.

Ottenuta la promozione a colonnello nel novembre del 1848, continuò a combattere nella prima guerra di indipendenza anche nel 1849; fu nominato comandante delle Guide a Cavallo e del reggimento dei Cavalleggeri Lombardia. Nominato aiutante di campo onorario di del re il 10 aprile 1853, sei anni più tardi venne promosso maggiore generale, combattendo nella Seconda guerra di indipendenza e quindi tenente generale il 6 febbraio 1862, grado che ricoprì fino al suo collocamento a riposo, avvenuto il 1º settembre 1865.

Giornata di sole, ieri, al parco della "Mandria" con i militari a cavallo; lo squadrone sotto il comando del maggiore Gaspare Giardelli. Una folla immensa che ha occupato le tribune e i campi del Centro Intenazionale del Cavallo, teatro del carosello offerto dal 4˚ Reggimento a Cavallo dei carabinieri, in occasione del raduno nazionale di Torino.

In tribuna d'onore il comandante generale dell’Arma, Leonardo Gallitelli, con a fianco il generale Libero Lo Sardo, presidente nazionale dell’associazione carabinieri.

Lunghi applausi da circa 16 mila simpatizzanti; la presenza invevitabile di alcune autorità tra cui l’assessore regionale Michele Coppola, il senatore Enzo Ghigo, entrambi carabinieri in congedo, il padrone di casa, il sindaco di Druento, Carlo Vietti, il procuratore Gian Carlo Caselli.

Quarantacinque minuti di spettacolo. Il ritmo delle note della fanfara a cavallo: cavalli al galoppo e militari con sciabole scintillanti. Si applaude anche per l'abilità dei cavalieri.

Il colonnello Francesco Azzaro, comandante del 4˚ Reggimento a cavallo:<<Ci esercitiamo ogni giorno per ore ma non per combattere>>. Discendenti simbolici di quei carabinieri reali che scrissero col coraggio del sangue una pagina valorosa nella storia dell’Arma, questi uomini cavalcano per onorare quella memoria>>.

Tanta gente ha atteso ore in coda sfidando il caldo, Alle  misure di sicurezza e d'ordine ci hanno pensato i carabinieri in congedo delle varie associazioni piemontesi e gruppi di protezione civile. Una presenza importante è stato il Centro Internazionale del Cavallo di Druento.

Oggi ci sarà grande sfilata in centro.

Torino assediata dai carabinieri. Oggi è il grande giorno della sfilata del XXI raduno nazionale dei carabinieri. Centro chiuso a partire dalle 8 tra via Magenta e i corsi Galileo Ferraris e Stati Uniti. Sono partiti alle 9,30 con sfilata da corso Re Umberto, seguendo corso Vittorio Emanuele II fino a piazza Carlo Felice, ingresso in via Roma, parata d’onore di fronte alla tribune allestite in piazza San Carlo e poi piazza Castello e finale in via Po.

Apre la sfilata l’ispettorato della Calabria, e poi in ordine, Sicilia, Sardegna, Puglia, Basilicata, Campania, Molise, Lazio, Abruzzo, Umbria, Marche, Toscana, Trentino, Friuli Venezia Giulia, Veneto, Emilia Romagna, Lombardia, Liguria. Chiuderanno la sfilata l’ispettorato del Piemonte e poi la Protezione Civile. E cala il sipario sulla tre giorni del XXI raduno dei carabinieri. Ieri mattina, nella Basilica di Maria Ausiliatrice, l’arcivescovo di Torino, Cesare Nosiglia ha celebrato la messa solenne per l’associazione. <<Fede e dovere>>, queste le parole pronunciate da Nosiglia, nell’omelia dedicata agli uomini dell’Arma.

Quest'arma è l'orgoglio della Nostra Nazione.

Gian Luca Cossari
 


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