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Amicizia: il tempo che separa e rivela

Redazione
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Articolo segnalato da: Stefano De Angelis
Amicizia: il tempo che separa e rivela
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Tempo di lettura: ~2 min

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Le grandi esigenze dell’umano bussano al cuore delle persone mentre, in apparenza, tutto sembra più o meno funzionare: l’università, il lavoro, la carriera. Non senza battaglie, non senza inciampi.

È da questa tensione che martedì 17 febbraio alle 21 il Centro Culturale di Milano torna a riflettere sul tema dell’amicizia con il dibattito dal titolo “Amicizia: il tempo che separa e rivela”, prendendo le mosse dal libro di Luigi Giussani – fondatore del movimento Comunione e Liberazione -  Lettere di fede e di amicizia ad Angelo Majo (Edizioni San Paolo), testo che restituisce all’amicizia il suo peso originario: luogo in cui la fede, la libertà e il desiderio dell’uomo si dicono senza difese.

A partire da queste pagine si apre il dialogo tra Giovanni Paccosi, vescovo di San Miniato, ed Eraldo Affinati, scrittore e fondatore delle Scuole Penny Wirton, coordinati dalla giornalista Irene Elisei. Un confronto che attraversa il tema dell’amore, del legame affettivo, degli interessi e degli ideali, lasciando emergere, sottotraccia, una domanda decisiva: è possibile un’amicizia in cui si possa dire davvero ciò che si desidera, senza dover dimostrare nulla, senza appartenere al recinto degli “eguali”, senza censura né vergogna?

L’amicizia è spesso considerata impossibile: perché non esiste, o perché, se esiste, non dura. Eppure, è proprio l’amicizia — come testimoniano le lettere di Giussani — a generare le cose, a far nascere le imprese, a dare forma a un io.

In altre parole, delusione e attesa convivono perché nell’uomo parla la legge della vita, dell’altro, mentre le leggi sociali la tradiscono. È davvero tutto per il bene? Il Centro Culturale diventa allora il luogo in cui questa domanda può essere abitata: uno spazio in cui si è liberi di dire chi si è, di riscoprire le esigenze più elementari e necessarie che bussano alla vita come una sentinella. Un luogo per ritrovare le parole, per riconoscere dove l’umano esiste e opera, per rintracciarlo tra le macerie dei fallimenti o sgombrare il campo dalle utopie che, col loro rumore, lo nascondono. Per poter dire, infine: ciò che cerca il tuo cuore, c’è.

Centro Culturale di Milano, Largo Corsia dei Servi 4

Ingresso libero


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