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Salviamo il piccolo Francesco: appello urgente per un nuovo trapianto di cuore dopo l’organo danneggiato

Redazione
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Salviamo il piccolo Francesco: appello urgente per un nuovo trapianto di cuore dopo l’organo danneggiato
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Dramma a Napoli: il trapianto di cuore finito sotto inchiesta, il bimbo ora in coma farmacologico. La famiglia chiede verità e un nuovo organo entro 48 ore.

Il caso del piccolo Francesco: dalla speranza al dramma

Una storia che ha sconvolto l’opinione pubblica e riacceso il dibattito sulla sicurezza dei trapianti pediatrici in Italia. Il piccolo Francesco, appena due anni e tre mesi, nato con una grave malformazione cardiaca, vive oggi sospeso tra la vita e la morte.

Fino a poche settimane fa conduceva una vita quasi normale: seguiva una terapia farmacologica, giocava, mangiava regolarmente e viveva a casa con i genitori. Poi è arrivata la chiamata tanto attesa: un cuore compatibile era disponibile per il trapianto. Una notizia che aveva riacceso la speranza.

Oggi, invece, Francesco è ricoverato da oltre cinquanta giorni, in coma farmacologico, collegato a macchinari che sostengono le sue funzioni vitali. La madre lancia un appello disperato: «Serve un nuovo trapianto entro 48 ore».

Il trapianto e il cuore “bruciato”: cosa è accaduto

Secondo quanto emerso, il bambino sarebbe stato sottoposto a un trapianto di cuore con un organo poi risultato compromesso. Il cuore, proveniente da Bolzano, sarebbe stato danneggiato durante il trasporto, presumibilmente a causa di una conservazione non adeguata con ghiaccio secco, che ne avrebbe compromesso l’integrità.

L’intervento è stato eseguito presso l’Ospedale Monaldi di Napoli, centro di riferimento per la trapiantologia in Campania. Tuttavia, dopo l’operazione, il quadro clinico è precipitato.

Il cuore trapiantato non avrebbe funzionato correttamente, costringendo i medici a intervenire nuovamente e a collegare il bambino a un supporto meccanico per la circolazione extracorporea. Nel frattempo, Francesco ha subito una emorragia interna e ha riportato danni ad altri organi, tra cui il fegato.

Le indagini: Procure al lavoro su trasporto e intervento

Sul caso indagano la Procura di Napoli e la Procura di Bolzano. L’obiettivo è fare piena luce su due aspetti fondamentali:

  • Le modalità di trasporto dell’organo e la corretta conservazione.
  • La gestione dell’intervento chirurgico e il rispetto delle procedure previste per i trapianti pediatrici.

I genitori, assistiti dall’avvocato Francesco Petruzzi, hanno presentato denuncia. I carabinieri hanno acquisito la cartella clinica e ascoltato diversi testimoni. Al momento non risultano ipotesi di reato formalizzate: l’indagine è nella fase conoscitiva.

Sospesi due chirurghi e stop temporaneo ai trapianti pediatrici

In parallelo alle indagini giudiziarie, l’azienda ospedaliera ha avviato un’inchiesta interna. Tra i primi provvedimenti:

  • Sospensione dall’attività di trapianto per due chirurghi dell’équipe coinvolta (pur restando in servizio).
  • Sospensione cautelativa delle nuove candidature per i trapianti pediatrici.

L’azienda sanitaria ha espresso “vicinanza e solidarietà” alla famiglia, assicurando la massima collaborazione per accertare eventuali responsabilità.

Va ricordato che il Monaldi rappresenta un’eccellenza nel settore: nel 2025 ha registrato un incremento significativo delle attività di trapianto, con 24 trapianti di cuore effettuati rispetto ai 20 dell’anno precedente e un forte aumento nei trapianti di fegato.

L’appello della madre: “Vogliamo verità e una nuova possibilità”

«La cosa più dolorosa – racconta la madre – è aver scoperto dai giornali cosa fosse realmente accaduto. In ospedale ci avevano parlato solo di esito negativo. Ora sappiamo che a nostro figlio è stato impiantato un cuore che non funzionava».

Le parole della famiglia sono cariche di angoscia ma anche di determinazione. Francesco è ancora inserito nella lista europea dei trapianti, ma il tempo stringe. Le sue condizioni cliniche, aggravate dai danni agli organi interni, rendono la situazione estremamente delicata.

Trapianti pediatrici: un sistema complesso che richiede massima sicurezza

Il caso solleva interrogativi cruciali sulla catena del prelievo, trasporto e impianto degli organi, specialmente nei pazienti pediatrici, dove i margini di errore sono minimi.

La corretta conservazione degli organi è un passaggio essenziale: temperature, tempi di ischemia e modalità di trasporto devono rispettare protocolli rigorosi. Ogni anomalia può compromettere irrimediabilmente la riuscita del trapianto.

Un bambino in attesa di un miracolo

Oggi il piccolo Francesco resta in terapia intensiva, sostenuto da macchinari, mentre la famiglia attende una nuova chiamata che possa salvargli la vita.

Il suo caso ha acceso un forte sentimento di solidarietà e richieste di chiarezza. In attesa che le indagini facciano il loro corso, resta l’urgenza clinica: trovare un nuovo cuore compatibile nel più breve tempo possibile.

Per Francesco, ogni ora conta.


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