Arabia Saudita, il Gran Mufti condanna duramente gli attacchi suicidi
RIYAD (ARABIA SAUDITA), 12 DICEMBRE 2013 - Il Gran Mufti dell'Arabia Saudita, la più alta autorità religiosa del paese, ha condannato gli attentati suicidi come crimini gravi, ribadendo la propria posizione in un linguaggio insolitamente duro. Il religioso saudita, le cui posizioni influenzano i musulmani che aderiscono alla linea islamica più intransigente del regno, aveva già denunciato gli attacchi suicidi dopo l'11 settembre 2001 agli Stati Uniti, ma le sue ultime dichiarazioni hanno un sapore molto più tagliente. “Uccidere se stessi è un crimine e un peccato grave. Coloro che si tolgono la vita non sono altro che criminali che stanno solo anticipando la loro strada per l'inferno”.
[MORE]
Quasi due mesi fa, il mufti, che è nominato e retribuito dal governo saudita, ha esortato i propri concittadini a non recarsi in Siria e unirsi ai ribelli sunniti, in lotta per spodestare il regime di Assad. Riyad ha sempre ampiamente sostenuto i ribelli, ma con l'ascesa delle fazioni filo-islamiche in Siria, in Arabia Saudita cresce la preoccupazione che i sauditi che combattono per la causa anti-Assad, di ritorno in patria, possano un giorno pensare di spodestare anche il proprio, di governo.
Foto: aljazeera.com
Dino Buonaiuto
Vuoi restare sempre aggiornato con le notizie più importanti?
Iscriviti ai nostri canali ufficiali:
Riceverai in tempo reale tutti gli aggiornamenti direttamente sul tuo smartphone.