Archiviato il caso Majorana

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NAPOLI, 4 FEBBRAIO 2015 - Era il 25 marzo 1938 quando il fisico catanese Ettore Majorana, partito da...

NAPOLI, 4 FEBBRAIO 2015 - Era il 25 marzo 1938 quando il fisico catanese Ettore Majorana, partito da Napoli, con un piroscafo diretto a Palermo, svanì nel nulla.
Nel 2011 la procura di Roma aveva riaperto il caso sulla sua scomparsa. Oggi, quasi novant’anni dopo, si è deciso di archiviare il caso. Pare infatti che l’enigmatico ragazzo di via Panisperna fosse ancora vivo fra il 1955 e il 1959 e che si trovasse in Venezuela sotto un altro nome, si faceva chiamare Bini. Pertanto non si sarabbe trattato né di omicidio né di suicidio. Quello dello scienziato fu semplicemente un allontanamento volontario.

La Procura è giunta a queste conclusioni dopo aver accertato la fondatezza di alcuni ipotesi avanzate già qualche anno fa, ossia che l’uomo che appare al fianco di un emigrato italiano, il meccanico Francesco Fasani, in una foto scattata in Venezuela nel '55, analizzata dal Ris, fosse proprio Majorana. I tratti somatici di quell’uomo sarebbero infatti compatibili con quelli del fisico catanese.
Nella richiesta di archiviazione il procuratore Pierfilippo Laviani scrive:
«I risultati della comparazione hanno portato alla perfetta sovrapponibilità dei particolari anatomici di Majorana con quelle del padre».

La scomparsa di Majorana si tinse subito di giallo anche a causa di una serie di lettere che il fisico scrisse. In una, indirizzata al suo amico di Napoli Antonio Carrelli, aveva annunciato la sua intenzione di sparire, ritrattata l'indomani con un'altra lettera. Un’altra missiva, con su scritto: "Ho un solo desiderio: che non vi vestiate di nero", fu poi spedita alla famiglia. Da allora in poi non si ebbero più notizie e sulla sua scomparsa furono avanzate diverse ipotesi, dal suicidio all’omicidio. Alcuni invece sostennero che  fosse andato in Germania e successivamente in Argentina, dove pare fu visto da alcuni testimoni a Buenos Aires. Al contrario, i familiari si convinsero che avesse scelto di chiudersi in un monastero, ma anche quest’ultima ipotesi è stata smentita.

Per la procura di Roma il geniale fisico catanese si sarebbe allontanato spontaneamente, probabilmente perché spaventato dalle sue scoperte sull'atomo. Majorana, infatti, faceva parte del gruppo di fisici di Roma, divenuti famosi come i “ragazzi di via Panisperna”.


[foto: roma.corriere.it]


Antonella Sica

 

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