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Cani segregati in un recinto senza cibo e costretti a sbranarsi tra loro, a processo

Puglia

BARI, 3 APRILE - È iniziato nella giornata odierna, dinanzi al Tribunale monocratico di Bari, il processo nei confronti di un cinquantasettenne di Santeramo in Colle, accusato di aver causato la morte di centinaia di cani, rinchiusi per anni in un recinto senza acqua e cibo e costretti a sbranarsi fra loro.

Maltrattamento, uccisione di animali e invasione di terreno, sono i reati contestati all'uomo. I fatti sarebbero avvenuti nel periodo che va dal 2008 al 2014. Secondo quanto scrivono i media locali, dalle indagini effettuate dal Corpo Forestale dello Stato l'imputato avrebbe occupato in modo abusivo un terreno creando un recinto al suo interno e "per crudeltà e senza necessità" - si legge nell'imputazione - avrebbe rinchiuso centinaia di cani randagi senza poi prendersene cura. Li avrebbe "sottoposti ad atroci sofferenze", senza garantire loro cibo e acqua, tenendoli esposti alle intemperie atmosferiche e alle malattie, senza riparo e con le zampe sommerse nel fango.[MORE]

Nel 2014, dopo la denuncia dei proprietari del suolo, la Procura di Bari dispose il sequestro del terreno e dei 44 cani sopravvissuti, affidati ad un canile di Corato. Nel processo, risulta possibile che si siano costituiti come parte civile l'Enpa, Ente Nazionale Protezione Animali Onlus, l'Anpa e Associazione Nazionale Protezione Animali.

Luigi Cacciatori

Immagine da  nuovarassegna.it