Catanzaro ricorda Fabrizio De Andrè “Come un'anomalia″ al Teatro Comunale

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Catanzaro, 21 Gennaio - Domenica pomeriggio, la sala del Teatro Comunale è gremita in ogni or...

Catanzaro, 21 Gennaio - Domenica pomeriggio, la sala del Teatro Comunale  è gremita in ogni ordine di posto, tanta gente felice che si saluta, alcuni non si vedono da tanto tempo. Le luci calano e una voce dice:«Questo spettacolo è dedicato  a 117 persone». L'impatto emotivo è forte, la mente vola alle vittime del naufragio nel mare libico accaduto nella notte tra venerdì e sabato.

Partono le note della Canzone del Maggio e inizia il grande sogno di Salvo Corea e Marcello Barillà, quello di onorare i venti anni dalla scomparsa di Fabrizio De Andrè. Venti anni in cui " è diventato difficile riconoscere il mondo e la gente che lo abita, in cui il dio del se stesso ha preso il sopravvento sul dio degli altri. Anni in cui è difficile ricordarsi che il cielo è colorato d'azzurro, il mare di blu, che i prati sono verdi e che il colore del sangue è uguale a tutti gli esseri umani, per i primi come per gli ultimi".

Fabrizio merita il massimo della qualità e Salvo e Marcello non si risparmiano nel curare anche il minimo dettaglio. Affiancati da musicisti di grande valore, i maestri Emanuele Russo, batteria, Massimiliano Rogato, chitarre, Christian Buffa, basso e contrabbasso,  e Alessandro Ansani, piano e tastiere,  interpretano  i testi del cantautore genovese con grande passione, con il cuore, riuscendo a trasformare in immagini reali i suoi testi. La sala si trasforma, così,  in un campo di mille papaveri rossi, è possibile ammirare Piero che varca la frontiera in un giorno di primavera, Bocca di Rosa e tutto il paese di S.Ilario che la accompagna alla stazione, Pasquale Cafiero che si consiglia con don Raffaè ed anche la puttana di Via del Campo. Si viene rapiti dal delicato lirismo de Il testamento, La città vecchia, Il sogno di Maria, Geordie, La ballata del Michè, Una storia sbagliata, Le storie di ieri.

Prima della pausa salgono le note della Kora di Boto Cissokho, del violino di Annamaria Schipani e si innalza la melodia della soave voce di Maria Carmen Mendolia e ci si  perde ad inseguire note e poesia di Inverno. Maria Carmen si ripete nel finale con una strepitosa interpretazione della Canzone di Marinella.

Il già elevato spessore, se possibile, si erge ancora di più grazie ad Emanuela Gemelli, Gianpaolo Negro e Claudia Olivadese che danno magistralmente  voce a splendidi testi di Pierpaolo Pasolini, Giorgio Gaber e Mahmoud Darwish.

Dopo un gran finale con tutti in piedi a ballare e battere le mani a ritmo sulle note di Volta la carta, Salvo Corea conclude dicendo:«Facciamo si che il sogno diventi realtà, contagiamo il mondo di buoni pensieri, se solo vogliamo possiamo ripartire con molta umanità. Concludiamo "come un'anomalia, come un dovere", soltanto così possiamo finire in gloria».

E' stata un grande successo, ieri sera,  anche la seconda replica dello spettacolo "Come un'anomalia" prodotto da Edizione Straordinaria-Compagnia del teatro di Mu in collaborazione con l'Associazione Culturale "Luci della Città" e con la Libreria Ubik. Un'ulteriore dimostrazione che quando si offrono prodotti di qualità la città risponde sempre.

Saverio Fontana

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