"Comica 2013: DONNE DA RIDERE": il Teatro Forma in rosa

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BARI, 12 GENNAIO 2013- Dopo il grande successo della prima edizione torna al Teatro Forma...

 BARI, 12 GENNAIO 2013- Dopo il grande successo della prima edizione torna al Teatro Forma il contenitore tutto al femminile che dal 19 gennaio al 9 marzo 2013   pennellerà di rosa il teatro barese. L’iniziativa porta il nome di “ComicA! Donne da ridere”: l’obiettivo è far dimenticare crisi e problemi, almeno per una serata, ridendo con delle attrici molto note al grande pubblico, dotate di pungente ironia e di una simpatia sempre intelligente. Quattro appuntamenti con la comicità al femminile, quattro esilaranti spettacoli, quattro artiste d’eccezione. Saranno Barbara Foria (19 gennaio, «Il piacere…è tutto mio»”), Anna Mazzamauro (2 febbraio, «Serata d’onore e d’amore»), Vladimir Luxuria (23 febbraio, «Stasera ve le canto»), Katia Beni (9 marzo, «Prima o poi casco»).
Inizio spettacoli: ore 21.30. Infotel e prenotazioni: 328.906.49.48, www.bookingshow.com - Box Office Feltrinelli Bari (080.524.04.64) - Teatro Forma (080.501.02.77).


Ufficio stampa Teatro Forma Livio Costarella
teatroforma@gmail.com
mobile: 339.42.67.627

 

 

 

------------ schede spettacoli ------------

 

BARBARA FORIA in “Il piacere…è tutto mio” (19 gennaio 2013)
scritto da Barbara Foria, Max Orfei, Luciano Recano, Stefano Vigilante
Regia di Gianluca Ansanelli

C’è a chi piace soffrire e a chi piace il soffritto, a chi piace lavorare dietro le quinte e chi preferisce stare davanti alle quarte. C’è a chi piace guardare e chi muore dalla voglia di farsi spiare, chi adora farsi frustare e chi riesce a fare l’amore soltanto davanti al computer. C’è a chi piace il Grande Fratello, chi legge solo fumetti e chi sogna di fare un viaggio sulla luna, sperando che non sia piena, altrimenti non si trova posto in albergo. Comunque la mettiate, la ricerca del piacere è il vero motore che fa girare il mondo. Perciò, come diceva Oscar Wilde, che della materia era maestro, “il piacere è l’unica cosa su cui valga la pena avere una teoria”.
Ed ecco allora la teoria di Barbara Foria: una teoria fatta di acute osservazioni sul nostro vivere quotidiano, sulle nostre manie e i nostri desideri più inconfessabili. Una disamina ironica e disincantata sul concetto di piacere a 360 gradi (passando naturalmente per i novanta). Uno spettacolo organizzato come una seduta di laurea, in cui il pubblico non solo partecipa, ma addirittura giudica! E giudicando, la laureanda attrice, in fondo mette un voto anche a sé stessa, esorcizzando così le proprie debolezze attraverso il potere liberatorio della risata.

 

 

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 ANNA MAZZAMAURO in “SERATA D’ONORE E D’AMORE” (2 febbraio 2013)
di e con Anna Mazzamauro
al pianoforte e alla fisarmonica Riccardo Taddei

Produzione
E20inscena di Stefano Mascagni

L’onore è per me, l’amore è per voi.
Ho attribuito l’amore a voi perché credo sia più bello essere semplicemente amati piuttosto che essere stimati, riveriti, degni, onorevoli, illustri e insigni. Ma se preferite il contrario il mio spettacolo non cambia!
Ogni anno, ad ogni nuovo spettacolo, mi chiedo sorridendo a cosa serva la presentazione del testo da offrire al pubblico, la così orrendamente chiamata sinossi, come una malattia, come un disturbo. E tutti noi crediamo fermamente che il pubblico, dopo aver letto quel breve riassunto (dove noi che scriviamo ci affanniamo a far intendere che solo liquide risate scioglieranno i grumi del nostro tempo) corra al botteghino chiedendo affannosamente di voler prenotare quella sinossi, sì proprio quella, perché sa già che non ne potrà fare a meno, che si sente anche lui già un po’ sinottico, perché non c’è quasi più l’amorevolezza che cresce con gli anni insieme all’attore che si ama. Ma io la voglio quest’amorevolezza, così come la offro, meritandola s’intende. Come? Regalando con il mio spettacolo la grande emozione dei personaggi da raccontare (quella merdaccia schifosa della “Signorina Silvani”, “Mademoiselle Floria” regina dell’avanspettacolo, lo sgangherato “Gigi il bullo” macchietta petroliniana, la solitudine di Anna Magnani, la voce irregolare e fascinosa di Wanda Osiris, il fine dicitore con un disturbo vocale) con la stregoneria della comicità, la seduzione del tormento e il sortilegio del canto. [Anna Mazzamauro]

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VLADIMIR LUXURIA in “STASERA VE LE CANTO” (23 febbraio)
un racconto musicale semiserio

Al pianoforte Gabriele Cofrancesco
Costumi di Chiara Boni
Regia di Roberto Piana

Un fascio di luce. Una silhouette elegante. Un pianoforte. Una voce. E’ la voce di Vladimir Luxuria che ci accompagna in un viaggio suggestivo e senza tempo attraverso l’interpretazione di alcune delle canzoni più belle della musica italiana e non. Canzoni che raccontano l’amore, la diversità, l’impegno civile, la solitudine e l’allegria. La lettura di alcune pagine del suo libro semiautobiografico e lo sviluppo di alcuni dei temi trattati, naturalmente in chiave comica, fanno da contrappunto ideale alla musica, offrendoci il piacere di scoprire le due facce interpretative di Vladimir, quella musicale e quella recitativa, senza mai tradirne lo stile ironico, graffiante ma mai banale che il pubblico ha imparato a conoscere ed apprezzare in questi anni.

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 KATIA BENI in “PRIMA O POI CASCO” (9 marzo 2013)
Di Katia Beni, Donatella Diamanti e Fabio Genovesi


I ritmi di oggi sono infernali, viviamo una vita “last minute”, sempre impegnati a rincorrere qualcosa che non sappiamo nemmeno cos’è, senza la possibilità di rilassarci un attimo, organizzarci, fare progetti per il futuro. KATIA BENI se n’è accorta a proprie spese. Si è preparata uno spettacolo serio e preciso, sugli usi e costumi delle donne etrusche a Populonia... ma un po’ perché ha la testa piena di casini, un po’ perché arriva sul palco all’ultimo minuto (lei voleva venire a teatro, ma il navigatore satellitare si era fissato di portarla al cinema), insomma Katia davanti al suo pubblico deve accantonare lo stimolante argomento archeologico per dare sfogo ai deliri e alle considerazioni personali su un mondo che impazzisce intorno e dentro di noi.
Un mondo dove non succede nulla di rilevante, ma tutto viene fedelmente ripreso con foto e videocamere. Dove i TG ci insegnano a cucinare l’arrosto di lepre e poi non hanno il tempo di informarci che scoppia la guerra civile. Dove le donne in menopausa insistono a comprare confezioni maxi di assorbenti per fingere una gioventù che hanno perduto. Dove la vera guerra fredda si combatte tra vicini di casa. Dove il sesso si impara sui giornali e si fa al computer. Dove ti serve una raccomandazione anche per diventare un serial killer...
In mezzo a questo caos, Katia brancola difendendosi a colpi di osservazioni spietate e appassionate allo stesso tempo, osservatrice acuta e innamorata della vita. Ed è così che, da una mancata lettura educativa sugli etruschi, nasce uno spettacolo fiammeggiante che vede Katia raccontare, dialogare col pubblico, improvvisare balletti con un ballerino fantasma. Il tutto per tentare di rispondere, in qualche modo, alla domanda che da sempre la assilla: “Ma se non andavo da nessuna parte, come ho fatto a sbagliare strada?”

 

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