Commissione Ue: "Il Pil italiano decresce"

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BRUXELLES, 7 GENNAIO- Brutte notizie da Bruxelles per l’Italia. A parlare è Pierre Moscovici, ...

BRUXELLES, 7 GENNAIO- Brutte notizie da Bruxelles per l’Italia.

A parlare è Pierre Moscovici, commissario agli Affari economici, che dichiara: ”In Italia lo spread è calato, ciò dimostra che sulla manovra abbiamo preso la giusta decisione, immaginiamo cosa sarebbe successo se non l’avessimo fatto” il commissario non approva l’ottimismo italiano: “I fatti parlano. Non sembra che l’espansione keynesiana prevista si stia materializzando in modo forte, malgrado un miglioramento della situazione finanziaria e dello spread. E conclude: “Su questo si dovrebbe riflettere”.

A preoccupare è la nuova previsione formulata dalla Commissione Ue ove si esplicita che la crescita del Pil italiano sarà solo dello 0,2%, percentuale considerevolmente minore rispetto a quella delle previsioni autunnali ove era dell’1,2%.

Tale revisione deriva da un rallentamento peggiore del previsto nel 2018, incertezza di policy globale e domestica nonché da una prospettiva degli investimenti molto meno favorevole.

La Commissione spiega: “L'economia italiana ha cominciato a perdere slancio all'inizio del 2018, ed è finita in contrazione nella seconda metà, col Pil calato di 0,2% negli ultimi tre mesi, ma mentre la frenata iniziale era largamente dovuta al commercio mondiale meno dinamico, il recente allentamento dell'attività economica è dovuto a una domanda interna pigra, in particolare su investimenti, le prospettive di crescita italiane sono soggette ad elevata incertezza.

Rispetto all’economia europea la Commissione specifica:” Crescerà per il settimo anno consecutivo nel 2019 con previsioni espansive in tutti gli stati membri, ma il ritmo di crescita complessivo si modererà rispetto agli alti tassi degli anni recenti, con un outlook soggetto a grande incertezza” mostrando che:” Il Pil dell'eurozona per il 2019 scende all'1,3% rispetto all'1,9% precedentemente immaginato.

L’Italia resterà un fanalino di coda in Unione europea.

Sull’argomento torna anche Valdis Dombrovskis, vicepresidente della Commissione Ue: “In Italia, oltre ai fattori esterni, pesano le incertezze politiche, notiamo che l’incertezza sulle politiche economiche ha avuto ripercussioni negative sulla fiducia delle imprese e sulle condizioni finanziarie. L’Italia ha bisogno di riforme strutturali profonde e un’azione decisa per ridurre il debito pubblico elevato, politiche responsabili che sostengano stabilità, fiducia ed investimenti”.

Ludovica Portelli

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