Conte invia lettera a Commissione UE: chiesto equilibrio tra stabilità e crescita

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ROMA, 20 GIUGNO – Alla vigilia di un Consiglio Europeo decisivo per discutere le sorti dei rapport...

ROMA, 20 GIUGNO – Alla vigilia di un Consiglio Europeo decisivo per discutere le sorti dei rapporti fra l’Italia e l’Unione e la possibilità di avviare una procedura d’infrazione contro il nostro Paese, il premier Giuseppe Conte ha inviato una lettera al Presidente della Commissione uscente, Jean-Claude Juncker, a quello del Consiglio, Donald Tusk, nonché a tutti gli altri 27 Stati membri. Palazzo Chigi punta a convincere i vertici europei a mutare atteggiamento nei rapporti con l’Italia – e potenzialmente con altri Paesi in difficoltà nel rientrare dal debito pubblico pregresso – riconoscendo la necessità, allo stato dei fatti, di rispettare le regole vigenti, ma nel contempo chiedendone con nettezza una riforma radicale.

“La nuova legislatura europea ci spinge ad assumere, con coraggio e visione, decisioni fondamentali per il nostro futuro. È un dovere per tutti noi aprire adesso, senza ulteriore indugio, una fase costituente generale per ridisegnare le regole di governo delle nostre società e delle nostre economie, riconsiderando modelli di sviluppo e di crescita che si sono rivelati inadeguati di fronte alle sfide poste da società impoverite, attraversate da sfiducia, delusione e rancore” – ha scritto Conte, cercando di comunicare a Bruxelles l’idea chiaramente espressa dal governo giallo-verde negli ultimi mesi: chiedendo prioritariamente il rispetto delle sole regole di stabilità, si rischierebbe la sopravvivenza dell’intera organizzazione europea.

Nel contempo, il premier italiano ha assicurato che Roma “avverte la piena responsabilità di coltivare un dialogo aperto e costruttivo con la Commissione e le istituzioni europee” e che il suo governo non intende sottrarsi ai vincoli attualmente vigenti: “Avvertiamo l’urgenza e la necessità di stimolare una discussione che miri a ridefinire la governance economica dell’Eurozona e dell’Unione, che non si è dimostrata adeguata ad assolvere ai compiti per i quali era stata pensata. È necessaria – ha poi concluso il Presidente – una revisione, forse anche un’autentica conversione, delle regole euro-unitarie, al fine di pervenire ad un sistema integrato di governo che possa perseguire effettivamente, in modo stabile e duraturo, il benessere economico e sociale dei popoli”.

Tuttavia, sul merito e sui termini specifici del problema formalmente non è ancora partita alcuna trattativa e da questo punto di vista i Commissari Europei continuano a nutrire preoccupazione sulle intenzioni del governo italiano. I tecnici delle Direzioni Generali competenti stanno facendo pressione sul ministro Tria affinché fornisca dati confortanti relativi ad un aumento delle entrate, che alcune settimane fa era stato sbandierato da vari esponenti del governo. Del resto, lo stesso premier Conte ha ribadito che Palazzo Chigi rispetterà le regole vigenti, anche in materia di bilancio, per cui una soluzione per rientrare almeno parzialmente dal debito dovrà essere escogitata: con la ferma volontà dell’esecutivo di non ridurre la spesa e gli investimenti – con il rischio di tagliare ulteriormente la crescita economico-sociale del Paese ed aprire una nuova fase di recessione – potrebbe non restare altra scelta che metter mano alle entrate. Fondamentale, in tal senso, sarà l’incontro di oggi in Lussemburgo tra il ministro Tria e gli omologhi europei, nel quale si tenterà di avvicinare le parti dal punto di vista tecnico oltre che politico.


Francesco Gagliardi


Fonte immagine: gettyimages.de

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