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Continua la battaglia delle Associazioni per la stazione ferroviaria di Catanzaro Sala

Calabria > Catanzaro

Continua la battaglia delle Associazioni per la stazione ferroviaria di Catanzaro Sala, nonostante l’indifferenza della politica
CATANZARO, 13 AGO - Era l'anno 2017 quando si costituiva nella città un Comitato spontaneo composto da 30 Associazioni culturali con l'impegno di ottenere il recupero, alle sue funzioni originali, della stazione ferroviaria di Catanzaro Sala. La situazione infrastrutturale trasportistica ferroviaria del Capoluogo di Regione, solo di nome, compromessa sin dal 2008, anno nefasto in cui fu dismessa la storica Stazione di Sala in cambio di un fabbricato, in località Germaneto, a cui impropriamente fu dato il nome di "stazione di Catanzaro", non è solo deficitaria ma preistorica: non esiste una Stazione né per i treni né per i pullman, non un sistema di collegamento veloce verso l'aeroporto e neppure verso la stazione di Lamezia Terme Centrale; la rete ferroviaria e stradale sulla costa jonica risale a fine Ottocento. A Catanzaro, in piena era di eco sostenibilità, il solo mezzo di trasporto possibile è l’auto propria.

E da questa considerazione che è partito “il grido di dolore” fatto proprio non solo dai cittadini ma anche dai  politici, soltanto a parole, perché non hanno mai dato seguito alle manifestazioni d'intenti con iniziative  reali  che potessero  dare corso ad un iter legislativo propedeutico e necessario all'obiettivo. Secondo i nostri politici il motivo principale che impediva il raggiungimento di tale obiettivo era la mancanza di fondi; oggi, però, non è più così in quanto l'attuale Governo ha deciso di investire parte del Recovery Fund nelle infrastrutture stradali e ferroviarie nel Sud Italia; si presenta, quindi, l’occasione per realizzare il sogno della città. Ma, ahimè, è necessario ed indispensabile  che i nostri rappresentanti politici, tutti, si impegnino a sollecitare (come sta avvenendo per la realizzazione del Ponte di Messina) il Premier Conte di investire nel territorio di Catanzaro, per il recupero della stazione di Sala, per un collegamento veloce verso il Tirreno, per l'alta velocità sullo Jonio.

Il Comitato ha coinvolto in vari modi ed a vari livelli, con lettere ed incontri proprio tutti:  il presidente della IX Commissione Trasporti della Camera on.le Morelli, incontrato a Milano ed a Catanzaro, l'assessore ai trasporti della regione Calabria, Musmanno,  i parlamentari Granato, Parentela, d'Ippolito, Vono, Ferro e Viscomi, il presidente della provincia e sindaco Sergio Abramo, i candidati alle attuali strutture regionali e finanche parlamentari appartenenti ad altri territori limitrofi dai quali il comitato ha avuto soltanto un appoggio morale perché ogni iniziativa era auspicabile partisse dai rappresentanti del nostro territorio. Però, da parte, di questi ultimi, niente che potesse portare ad una proposta da discutere nella commissione trasporti della Camera, soltanto consensi di facciata, impegni fugaci e arrendevoli e mai sostenuti da azioni forti e convinte. Abbiamo inviato ai politici lettere  mai riscontrate, chiesto incontri mai concessi: nessuno, eccezione fatta per la senatrice Granato e per il presidente della Provincia, Sergio Abramo, la cui richiesta, inoltrata direttamente al Governo anche a nome di ben trenta sindaci favorevoli al progetto, sia per il recupero di Sala che per il collegamento veloce verso l'aeroporto di Lamezia, non ha avuto seguito.

Ed era stato il Governo, nell'incontro avuto ultimamente a Roma con la segreteria dell'on.le Cancelleri, ad aver ribadito che lo stesso deve avere come interlocutore non più le Associazioni ma le istituzioni locali; da qui il Comitato ha scoperto il proprio limite: non avere avuto uno sponsor politico, non essere stato politicizzato, né considerato un appetibile bacino di voti. "L'ultimo treno" per uscire dall'isolamento ferroviario passa in questi mesi, cogliere l'importanza del momento significherebbe inserire Catanzaro nel circuito ferroviario nazionale e cambiare il suo destino che la relega sempre di più ad essere ai margini della regione e della nazione. Il comitato non si fermerà fino a quando non avrà risposte certe e definitive da parte degli organi preposti e soprattutto fino a quando gli investimenti governativi non saranno ben definiti e delineati.

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 ing. Claudio Ruga

Cell. 3316007219