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Ecco a voi I love you: intervista al Management del dolore post-operatorio

Lazio

VITERBO, 03 GIUGNO 2015 - Uscito poche settimane fa, I love you è il terzo album del Management del dolore post-operatorio ed è stato pubblicato da La Tempesta e prodotto e registrato da Giulio Ragno Favero. Noi di GrooveOn abbiamo chiesto qualche curiosità sul disco e sulla band, ci risponde il vocalist e frontman Luca Romagnoli.
Buona lettura!

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Dopo un solo anno da McMAO eccovi con un altro album, cosa ispira  questa "produttività" del Managment del Dolore Post Operatorio?
Il lavoro di ogni gruppo è quello di scrivere canzoni. Negli anni 70 i gli artisti tiravano fuori 2 o 3 dischi all'anno. Adesso invece con tutte queste stronzate sull'attesa, la promozione e tutto il resto, le band sono diventate come i produttori delle macchine. Tirano fuori il modello giusto solo quando sanno che è ora di sostituire quello vecchio, perché non vende più. 

Che messaggio volete trasmettere con I love you?
Ogni disco parla di noi stessi e della nostra visione della vita. Raccontando la vita come la vediamo con i nostri occhi forse si potrebbe credere che vogliamo dire una cosa nello specifico, ma in realtà forse questo disco è solo una specie di documentario sonoro di quello che siamo e delle immagini che i nostri occhi osservano sullo schermo della realtà.

Vi siete approcciati in modo diverso nella sua composizione rispetto ai suoi predecessori? Quanto ha influito la presenza di un artista del calibro di Giulio Ragno Favero?
Abbiamo deciso di scrivere un album schietto e molto vicino al nostro live, abbiamo scelto Giulio perché ci sembrava il produttore più adatto per realizzare questa scelta.

Perché avete scelto di reinterpretare una poesia di Wislawa Szymborska?
Quando una poesia ti lascia il segno è difficile levarsela di torno. "Scrivere un curriculum" mi sembrava una descrizione così semplice ed efficace, terribile nella sua forma perfetta e soave, di questo mondo del lavoro, e del vuoto che stanno costruendo per noi.

Cosa ci potete dire a proposito di Il mio giovane e libero amore?
E' ispirato ad uno scritto anarchico del 1921, scritto da Renzo Novatore con lo pseudonimo di Sibilla Vane. Mi ha lasciato un po' intontito la lettura di uno scritto di un secolo fa, dove un uomo grida poeticamente i diritti delle donne, trasformandosi in una donna. A distanza di un secolo siamo ancora in cattive acque a riguardo...direi.

Raccontateci come siete approdati al collettivo de La Tempesta.
Ci siamo cercati per anni e ci siamo trovati. Doveva accadere. Affinità elettive.

A questo punto della vostra carriera, guardandovi indietro, ci sono dei brani che non avreste voluto scrivere? Viceversa, ci sono delle canzoni che avreste voluto fossero state scritte dai MaDeDoPo?
Solo gli stronzi guardano indietro e dicono "se non avessi fatto quello", "se avessi fatto quell'altro". Le persone con le palle guardano diritto. Anzi, si guardano sotto i piedi, guardano il presente. Non pensare mai al passato e al futuro è il segreto della felicità. L'invidia per le canzoni degli altri è un sentimento più reale invece. E' giusto che davanti ad una bella canzone si possa aver desiderato di averla scritta.
Io vorrei aver scritto tutte le canzoni di David Bowie!

Quali album usciti nel 2015 vi hanno interessato maggiormente?
Non lo so , sono ancora sotto con Everyday Robots di Damon Albarn. Uscito nel 2014.

Arrivati ai saluti vi chiedo di consigliare ai lettori di GrooveOn tre album – o più – che sono molto importanti per voi.
Everyday Robots, Damon Albarn
Trans Europe Express, Kraftwerk
Nite Versions, Soulwax

 

 

Federico Laratta
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