"E.T. l'extraterrestre", un'opera solenne creata attraverso una bellissima favola
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"E.T. l'extraterrestre", un'opera solenne creata attraverso una bellissima favola

venerdì 14 dicembre, 2012

Dal 10 al 12 dicembre, dopo trent’anni dalla data di uscita, E.T. l’extraterrestre di Steven Spielberg ritorna ancora una volta sul grande schermo in tutti i cinema The Space.

Vincitore di quattro premi Oscar nel 1983 e capace di superare il record di incassi della storia del cinema, questo film è in grado a tutt’oggi di stupire e commuovere, grazie ad un impianto cinematografico perfetto dal punto di vista della messa in scena e ad una storia che arriva direttamente al cuore attraverso la forza autentica dell’innocenza e della purezza.
E.T. è un’opera senza tempo, magica ed indimenticabile, capace di veicolare emozioni innate che da adulti si rimuovono, capace di riportare indietro nel tempo, fin dentro l’infanzia (la telecamera si muove quasi sempre ad altezza di bambino creando una forte immedesimazione) per far scoprire che lì si trova la parte più nobile degli istinti umani.

Un bambino di 9 anni, Elliot, trova un alieno dimenticato sulla Terra dai suoi compagni durante una missione di esplorazione. Elliot con la complicità della sorella più piccola e del fratello più grande lo nasconde in casa alla vista della mamma e degli adulti, che potrebbero fargli del male per paura o per il desiderio di studiarlo. Basta poco perché fra Elliot ed E.T. nasca una dolcissima amicizia, la meraviglia dell’uno verso la diversità dell’altro diviene tenerezza, istinto di protezione, amore. La diversità, attraverso uno stupore infantile e puro, fonda un legame fortissimo, indivisibile, al punto che Elliot ed E.T. provano gli stessi sentimenti perché connessi a livello fisico e psichico. Quando si tratterà di aiutare E.T. a ritornare a “casa”, sul suo pianeta, Elliot farà di tutto perché il suo amico speciale sia libero, perché gli adulti non possano prenderlo e usarlo per i propri fini.

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Pur essendo questo film una bellissima favola, sia per la storia che dal punto di vista cinematografico – sono spettacolari le scene delle biciclette che si alzano in volo, con cui E.T. permette di vivere un sogno ai bambini che lo difendono e con cui il film crea le stesse emozioni negli spettatori, strappando lacrime di tenerezza alla loro anima - esso è in realtà anche un’opera solenne. Avendo origine da una sofferenza personale dell’autore - quando, dopo il divorzio dei suoi genitori, per farsi compagnia aveva creato con la fantasia questo dolce amico immaginario - E.T. dà inizio al filone di opere che riguardano il rispetto della diversità, continuato da Spielberg in film come Schindler’s List e Il colore viola.
I bambini sono rappresentati come un “popolo” indipendente dal mondo degli adulti, che vive secondo i codici della purezza, capace di relazionarsi con le creature della natura solo attraverso il rispetto e l’amore, senza alcun altro scopo. Simbolica a questo proposito è la scena delle rane chiuse nei barattoli, portate in classe dagli insegnanti per una esercitazione di anatomia e rimesse in libertà da Elliot attraverso una rivolta di bambini impazziti.

Elliot
dice di E.T.: “lui può fare tutto, è intelligente” ma come lo direbbe di un figlio la propria madre, solo per amore, solo per orgoglio, non esiste un pensiero sull’uso, a proprio vantaggio, dei poteri dell’alieno indifeso. L’unico istinto dei bambini è affezionarsi a lui, difenderlo, fuggire dagli adulti, prima ancora che possano vederlo ed elaborare idee, che sarebbero necessariamente egoistiche e ciniche.
Gli adulti intervengono per indagare, per catturare, per analizzare, per rinchiudere, per trasformare il luogo magico della casa di Elliot in un bunker blindato che traduce visivamente la loro brutalità, non sono capaci di ascoltare, di fermarsi a guardare con i sensi dell’anima. L’amore, se mai ne restano strascichi da età perdute e dimenticate, si esprime nel controllo, nella proprietà, mentre per Elliot E.T. gli appartiene solo perché se ne può prendere cura e può aiutarlo a ritornare nella sua terra; senza neppure conoscerlo sa difendere il suo mondo, rimanendo alla distanza del rispetto e dell’amore. Questa distanza è in realtà la vicinanza assoluta dell’anima, il legame che rende l’altro unico ed indispensabile come una creatura straordinaria, libero, anche se amato più di ogni altra cosa. Infatti, E.T. ed Elliot si separeranno per sempre facendo piangere gli spettatori di tutto il mondo, bambini e non, ma insegnando che nonostante questo, per sempre, l’amore li unisce e li rende vicini.

“Se tu vuoi bene ad un fiore che sta in una stella, è dolce, la notte, guardare il cielo. Tutte le stelle sono fiorite.
Ecco il mio segreto. E’ molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
Il Piccolo Principe – Antoine De Saint Exupery


Titolo originale:
E.T. the extra-terrestrial
Regia: Steven Spielberg
Interpreti: Dee Wallace-Stone, Henry Thomas, Peter Coyote, Drew Barrymore
Origine: USA, 1982
Distribuzione: UIP

 Gisella Rotiroti

 


Autore
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