G7 a Torino. Riunione conclusiva dei ministri del lavoro: non lasciare indietro nessuno

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VENERARIA, 1 OTTOBRE – Il 30 settembre, dopo due giorni di proteste e cortei, si è con...

VENERARIA, 1 OTTOBRE – Il 30 settembre, dopo due giorni di proteste e cortei, si è concluso a Veneraria il vertice dei ministri del Lavoro del G7 . I ministri del lavoro di Italia, Germania, Francia, Giappone, Regno Unito, Stati Uniti concordano nella necessità di "promuovere i benefici dell'innovazione tra i gruppi sociali particolarmente esposti alla perdita di un impiego e a coloro che affrontano ostacoli nell'accesso di nuove opportunità di lavoro, inclusi i lavoratori meno qualificati, i lavoratori maturi, giovani, donne e persone con disabilità".

“ I nostri mercati del lavoro stanno vivendo grandi trasformazioni guidate dalla globalizzazione, dall'automazione dalla digitalizzazione, dai cambiamenti demografici ed alla migrazione internazionale. Consapevoli che molti dei nostri cittadini sono preoccupati per l'impatto di queste trasformazioni sul loro reddito, sulla sicurezza dei posti di lavoro e sulle loro opportunità di impiego abbiamo concordato di adottare un approccio inclusivo al mercato del lavoro con particolare attenzione ai più deboli per assicurare che nessuno sia lasciato solo", si legge nel testo del documento finale "Per un migliore futuro del lavoro, percorsi per agire”.
Il documento si concentra anche sul tema dell’occupazione giovanile: "In considerazione della preoccupazione ampiamente diffusa - si legge - sull'alta disoccupazione giovanile in alcuni dei nostri paesi rafforzeremo i nostri impegni per fornire ai giovani le competenze appropriate e per adottare politiche efficaci a sostenere la transizione dalla scuola al lavoro. Forniremo ai nostri lavoratori un supporto adeguato per adattare le competenze professionali e misure per migliorare la salute e la sicurezza sul luogo di lavoro".Spazio anche alle politiche per "conciliare vita professionale e familiare, rafforzando i servizi di assistenza e promuovendo politiche familiari".

I paesi del G7 continueranno il dialogo anche dopo la riunione tenutasi a Torino: "Abbiamo deciso di lanciare - si legge nel documento- il Forum G7 del lavoro del futuro, una piattaforma per condividere le nostre strategie, scambiare buone pratiche ed esperienze. Il forum sarà gestito dall'Ocse, in collaborazione con l'Oil e coinvolgerà i responsabili politici le parti sociali, gli analisti dell'innovazione e altri attori".

Il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, chiude esprimendo "soddisfazione" per il G7 dei minstri del lavoro e dell'occupazione a Venaria, ricordando che “C'è bisogno che questo tipo di impegno si risolva nella collaborazione fra governi, Stati e istituzioni e le organizzazioni dei lavoratori e degli imprenditori. Questo cambiamento è così profondo e così radicale che non c'è nessuno che possa pensare di affrontarlo da solo”. Una discussione, dice, "in termini molto positivi a partire dagli elementi di novità che ci sono stati". "Abbiamo cercato - sottolinea il ministro - di costruire l'idea che per affrontare i grandi cambiamenti che abbiamo di fronte, dall'innovazione alle nuove tecnologie ed alla digitalizzazione, non può bastare l'impegno di una parte, bisogna far interagire soggetti diversi".
Di fronte alla "portata rilevantissima dei cambiamenti che abbiamo di fronte c'è bisogno di cambiare anche il modello di governance, il modo di affrontare le problematiche". Così, dice Poletti, "abbiamo pensato che una discussione importante come questa, su temi fondamentali del cambiamento del lavoro non poteva essere affrontata solo con lo sguardo dei decisori politici, governi e ministri, ma anche nel confronto con i rappresentanti dei lavoratori e delle imprese, e con Ocse e Ilo". Dopo la conferenza stampa a conclusione del G7, Poletyti risponde così a una domanda sulle proteste in corso: “ Hanno delle ragioni per sollevare problemi: la disoccupazione giovanile è troppo alta. E dobbiamo agire per ridurla. Noi abbiamo ottenuto dei risultati che non sono ancora sufficienti: interverremo ancora nella legge di bilancio".

Prima del via del summit c'era stato un incontro fra i ministri del Lavoro dei Paesi del G7 e le organizzazioni sindacali dei vari Stati, fra cui quelle italiane Cgil, Cisl e Uil, con i loro leader che hanno presentato un documento comune, di respiro internazionale in cui si chiede principalmente di "individuare principi ed azioni concrete per garantire una distribuzione equa dei vantaggi derivanti dalle economie globalizzate e digitalizzate" . Inoltre hanno sottolineato come sia necessario garantire che "i lavoratori non paghino il costo dell'adeguamento alla Prossima Rivoluzione della Produzione ed alla digitalizzazione delle nostre economie, nonché ai cambiamenti climatici ed alle politiche di crescita ecocompatibili". Altro punto - sottoposto ai partecipanti del G7 - la questione dell'orario dei lavori e dei salari "perchè nel mondo la differenza tra ricchi e poveri è aumentata. Quindi dobbiamo riequilibrare qualcosa a partire dall'innovazione di Industria 4.0 da sviluppare anche dando risposte al mondo del lavoro". Infine - per i sindacati - da rimettere al centro delle politiche dei governi di tutto il mondo: il tema della crescita e del lavoro.

Fonte immagine: dire.it

Alessia Panariello

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