Gb-Ue: nuovo scontro sulla giustizia? Londra vuole liberarsi della Corte europea

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LONDRA, 23 AGOSTO - La partita tra Ue e Gb nella trattativa che porterà quest’ulti...

LONDRA, 23 AGOSTO - La partita tra Ue e Gb nella trattativa che porterà quest’ultima fuori dal contesto europeo prosegue e pone al centro degli ultimi giorni il tema giustizia. Ed è proprio su tale tema che potrebbe intravedersi un nuovo scontro tra Londra e Bruxelles.

Il governo britannico a guida Theresa May ha infatti presentato la propria posizione negoziale sulla giustizia dopo l’uscita dalla Ue. Il documento prevede che i cittadini britannici saranno soggetti solo ed esclusivamente alla legge britannica, e non più tutelati dalla Corte europea come invece Bruxelles aveva richiesto.

Il documento parla di competenza dei «tribunali britannici e in ultima istanza alla Corte suprema britannica». Ma l’esito delle idee di Londra resta tutt’altro che scontato. Il documento si impegna a cooperare con la Ue nel periodo di transizione dopo il marzo 2019 e non esclude la prosecuzione in questa fase del ruolo della Corte europea. Tuttavia, l’apertura sarebbe limitata ad un termine, per poi portare Londra all’obiettivo reale: liberarsi della giurisdizione europea.

Al documento si accompagnano infatti le dichiarazioni odierne della premier britannica: «Ci riprenderemo il controllo delle nostre leggi. Il Parlamento farà le nostre leggi e i giudici britannici le interpreteranno, e la Corte suprema britannica sarà l’arbitro finale di queste leggi».

La May punta dunque tutto sull’emancipazione britannica, anche in tema di giustizia. Del resto, le proprie posizioni non proprio benevole nei riguardi della Corte europea erano emerse precedentemente, quando la premier era ministra degli Interni. La premier preme ora sull’acceleratore e punta ad ottenere quanto promesso all’elettorato: l’eliminazione di un ente che interferisca in materia giudiziaria.

Tuttavia, come si diceva, la situazione non è così lineare come quella descritta dalla Gb. Non è infatti escluso che la Corte continuerà ad operare, e non solo limitatamente alla fase di transizione richiamata dal documento (2019-2021, ndr). E’ infatti possibile che l’attività della Corte possa spingersi anche oltre alla fase di transizione, dato che la cessazione di quella attività dipenderebbe dall’istituzione di un ente alternativo che faccia da arbitro in caso di disputa.

Secondo gli esperti, il documento è il preludio ad un nuovo scontro e difficilmente Bruxelles accoglierà le visioni piuttosto nette di Londra. Bisognerà capire se l’Ue sarà d’accordo ed a quali condizioni. Possibile l’ipotesi di una supervisione indiretta della Corte europea, ma al momento tutte le ipotesi restano aperte in attesa della posizione europea a riguardo.

Intanto, è cronaca di oggi quanto riferito dal Guardian circa la clamorosa gaffe di Londra sull’invio di lettere ai cittadini spedite per errore. Le lettere sarebbero state spedite dal ministero dell’Interno, ed intimavano i cittadini Ue residenti nel Regno Unito ad andarsene prima di rischiare l’espulsione dal Paese. Il caso è emerso grazie alla pubblicazione della lettera sui social di Eva Johanna Holmberg, una accademica finlandese in grado di portare alle scuse del dicastero.

foto da: infooggi.it

Cosimo Cataleta

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