I nuovi killer: da Londra, l'allarme contro i super batteri resistenti agli antibiotici

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LONDRA, 7 APRILE 2015 – Si tratta di una nuova specie di batteri che risulterebbero del tutto ...

LONDRA, 7 APRILE 2015 – Si tratta di una nuova specie di batteri che risulterebbero del tutto resistenti agli antibiotici che, fino ad ora, sono disponibili sul mercato: l' E.coli, la Klebsiella pneumoniae, lo Staphylococcus aureus, sono solo alcuni dei nemici contro cui la sanità potrebbe trovarsi a dover combattere.


I numeri non sono confortanti: si è calcolato che, in caso di epidemia, questo tipo di batteri potrebbe provocare fino a 200.000 casi di pazienti contagiati e 80.000 vittime. Questa prospettiva ha fatto scattare l’allarme nel Regno Unito, fino ad arrivare alle orecchie di David Cameron, il quale si è detto preoccupato di “un ritorno agli anni bui della medicina, un problema che potrebbe diventare una grave emergenza per l'umanità”.


Il problema, infatti, sembra essere il fatto che nessuna nuova classe di antibiotici sia più stata sviluppata da 25 anni a questa parte. Ma come è stato possibile? Per il Direttore del dipartimento di malattie infettive dell'istituto superiore di Sanità, Gianni Rezza, le motivazioni sono prettamente economiche: “Purtroppo non se ne producono di nuovi forse perché non c'è un ritorno economico rispetto agli enormi investimenti che dovrebbero essere fatti per la ricerca”.


Ma non tutto è da imputare alle nuove specie di batteri super resistenti: la colpa di una minore resistenza dell’organismo sta anche nell’uso errato (o nell’abuso) degli antibiotici: “Una scorretta prescrizione e uno scorretto uso degli antibiotici è dannoso. Se non si segue la terapia per tutto il tempo previsto o vengono assunti saltuariamente si fa il gioco del batterio, che in qualche modo rialza la testa”, avverte Fabrizio Pregliasco, ricercatore del dipartimento di Scienze Biomediche dell'Università di Milano.

Sara Svolacchia
 

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