Il contributo dell' Ufficio Missionario Diocesano di Catanzaro al convegno "L'Islam in mezzo a noi"
Cultura e Spettacolo Calabria

Il contributo dell' Ufficio Missionario Diocesano di Catanzaro al convegno "L'Islam in mezzo a noi"

domenica 19 febbraio, 2012

CATANZARO 19 FEB. 2012 - “Dio è la luce dei cieli e della terra, e si rassomiglia la Sua luce a una nicchia, in cui è una lampada...” E' uno dei tanti versi del Corano, la cui assonanza è facilmente rintracciabile nel nostro Vangelo: all'insegna di questa conoscenza reciproca, propedeutica preziosa all'approccio pastorale, si è svolto presso l'Hotel 501 di Vibo Valentia il convegno di studio: “L' Islam in mezzo a noi: dialogo, approccio pastorale, annuncio”, organizzato dalla Conferenza Episcopale Calabra- Commissione regionale per la cooperazione missionaria tra le chiese.


L' incontro è stato introdotto da S.E. Mons. Giuseppe Morosini, Vescovo di Locri-Gerace, Presidente della succitata Commissione, ed è stato arricchito dalle relazioni di Padre Aldo Giannasi, missionario dei Padri Bianchi, docente presso il CUM di Verona. Significativo è stato il contributo della nostra diocesi di Catanzaro Squillace, presente nella persona di Don Pino Fiorenza, direttore dell'ufficio missionario diocesano, e di fedeli interessati e partecipi. - E' quantomai importante- ha affermato don Pino - approfondire la reciproca conoscenza tra Cristianesimo e Islam, vista la notevole presenza di immigrati musulmani sul nostro territorio: ciò, al fine di una pacifica convivenza, come già avvenne tra Romani e Goti, per opera della sapiente mediazione di Cassiodoro. -[MORE]


Padre Aldo Giannasi ha messo in evidenza come le relazioni tra Cristianesimo e Islam non siano state e non siano ancora facili: basti pensare ad alcuni misteri fondamentali della nostra fede, quali la Trinità e la Redenzione, che sono categoricamente rifiutati dall'Islam. Ma accanto alle differenze, ci sono i valori comuni condivisi: la fede in Dio, il senso della giustizia, il rispetto per la vita, l'attenzione al povero. Sono questi i valori che possono fondare l'amicizia e la collaborazione.


Ci si può domandare: che senso ha, questo, a livello dell'annuncio cristiano della salvezza? Si risponde che è soltanto all'interno di una atmosfera di armonia, amicizia e convivialità che l'esempio di vita cristiano e un primo annuncio del Vangelo può essere compreso dal musulmano. – A noi Gesù chiede l’annuncio-ha ribadito padre Aldo- la conversione , eventualmente, la attuerà lo Spirito Santo- Intenso è stato il dibattito al termine delle relazioni e nei gruppi di studio: tra i contributi, Don Pino ha sottolineato il “mistero dell'iniquità” che purtroppo avvolge il dialogo interreligioso e Anna Rotundo si è soffermata sui diritti delle donne, tristemente violati in gran parte del mondo islamico, ostacolo notevole alla pacifica convivenza, poichè noto parametro di misura del grado di civiltà di un popolo è proprio la tutela dei diritti delle donne. L' atteggiamento di Gesù in tal senso è stato esemplare.


Certamente, si è affermato nelle conclusioni del proficuo incontro, lo Spirito Santo ci precede nel nostro impegno missionario e rilevanza fondamentale hanno le testimonianze di vita a servizio del prossimo, che non sono teologia astratta, o soltanto fatti edificanti, ma reali atti d'amore volti a fratelli e sorelle musulmani. Cristo, durante la sua vita pubblica, ha praticato un apostolato itinerante andando incontro a tutti: si è avvicinato ai pagani e agli stranieri, come nel caso della donna cananea e di quella samaritana. Ha ammirato la fede dei pagani, come nel caso del centurione romano. E i primi cristiani non venivano forse riconosciuti dai pagani in base all’amore che regnava tra loro, con quel bellissimo “ Guardate come si amano? “? Allora, siamo chiamati anche noi ad andare incontro ai fratelli musulmani. Un incontro fatto di rispetto, confortato dalla testimonianza e dall'esempio dell'agire evangelico, che potrà aprire il musulmano a orizzonti nuovi e aiutarlo a cercare quale ne sia la radice. A noi di rivelare che la radice affonda nella “Luce del mondo” che è Cristo.

ANNA ROTUNDO


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