Il piacere dell'onestà

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RENDE (CS), 10 DICEMBRE 2011. Ha preso avvio ieri, 9 Dicembre, la stagione teatrale del nuovissimo T...

RENDE (CS), 10 DICEMBRE 2011. Ha preso avvio ieri, 9 Dicembre, la stagione teatrale del nuovissimo Teatro Auditorium Unical, la cui costruzione è stata portata a termine dopo un lungo periodo di lavori, iniziato nel lontano 2000, e che ha visto l’Università degli Studi della Calabria impegnata in un notevole impegno economico (dodici milioni di euro è il costo conclusivo dell’opera, con un contributo da parte della Regione Calabria).


Lo spettacolo scelto per la prima rappresentazione è di fatto una garanzia di qualità: Il piacere dell’onestà, di Luigi Pirandello, per la regia di Fabio Grossi e l’interpretazione, quale protagonista, di Leo Gullotta. Gli altri interpreti sono: Cloris Brosca, Martino Duane, Paolo Lorimer, Mirella Mazzeranghi. La pièce è una produzione del Teatro Eliseo di Roma, dove ha debuttato nell’ottobre del 2008.


Il nome di Gullotta è notissimo a tutto il pubblico, televisivo (con numerosi tv movie interpretati e la lunga frequentazione del palco del Bagaglino), cinematografico (tanti i registi per cui ha lavorato, da Nanni Loy a Giuseppe Tornatore) e teatrale (il suo primo amore, che l’ha visto esordire giovanissimo e lavorare con maestri quali Turi Ferro e Salvo Randone e poi, nel corso degli anni, ritornarvi sempre con ottimi risultati, l’ultimo dei quali è stato L’uomo, la bestia e la virtù, ancora con la regia di Fabio Grossi).


Il piacere dell’onestà, il cui disegno drammaturgico è tratto dalla novella Tirocinio del 1905, è stata portata per la prima volta in scena il 27 Novembre 1917 da Ruggero Ruggeri. Vi si racconta di Angelo Baldovino, uomo fallito e di dubbia moralità, che accetta di sposare solo per il piacere dell’onestà Agata, ragazza di buona famiglia che aspetta un bambino da un uomo sposato, il rispettabile marchese Fabio Colli. Il suo arrivo in questo mondo "perbene" risulta subito stridente nei confronti di coloro per i quali le convenzioni sociali contano molto più dell’essere – la materia della dicotomia tra essere e apparire, della maschera che si è costretti o si sceglie di portare di fronte alla società è tipicamente pirandelliana.


La regia di Grossi è funzionale al racconto. Al centro della scena è posta una casa di vetro, trasparente e girevole, perché intento della famiglia “borghese e perbene” è quello di mostrare a tutti la propria immacolata rispettabilità. La casa è circondata da un paesaggio incontaminato, attraversato il quale i personaggi perdono la propria natura ferina per assumere quella del vuoto decoro. Quest’ultimo nulla ha a che vedere con la vera onestà, tanto che il comportamento eterodosso del protagonista, che rifiuta di piegarsi alle convenzioni sociali e di assumere il ruolo per il quale era stato “ingaggiato” (o meglio, lo assume pienamente e contro le aspettative di tutti, che avrebbero voluto liberarsene presto), finisce con il rivelare la bieca disonestà degli altri personaggi, in particolare della madre di Agata e del marchese. Le differenze tra questi personaggi e Baldovino sono palesi anche grazie al registro interpretativo dei bravi attori: la prima è in continuo movimento, logorroica, sempre intenta al controllo degli eventi («La mamma è una costruzione irriducibile» dice il protagonista), il secondo è nervoso e impacciato, ottuso quasi, di fronte all’acume e alla saggezza di Baldovino, il quale afferma: «Sposerò per finta una donna ma sposerò sul serio l’onestà». Il personaggio è costruito da Gullotta attraverso la sapiente modulazione dei toni della commedia e quelli del dramma, che si fanno particolarmente intensi quando, nel finale, Agata ne comprende finalmente la vera natura, risarcendolo dei torti subiti e ripagandolo della sua cocciuta e anacronistica coerenza.


I temi affrontati dal grande drammaturgo agrigentino sono, ahinoi, più che mai attuali. La società tiene a distanza gli onesti, ne ha paura, sono “diversi” e in quanto tali pericolosi. Pericolosi soprattutto perché evidenziano le colpe e le mancanze degli altri, dei “buoni cittadini”, le cui maschere di onorabilità la società guarda con ammirazione e invidia. La critica alla società borghese che innerva l’opera di Pirandello rivela in tal modo tutta la sua attualità, e il testo portato in scena non perde un grammo della sua modernità. Purtroppo.


Gli appuntamenti con INCONTRIAMOCI ATEATRO 2011/2012 proseguono fino a Marzo, con grandi nomi del teatro e dello spettacolo italiano, da Giorgio Albertazzi a Covatta e Iacchetti, da Roberto Saviano a Luigi De Filippo. Il prossimo è con Giuliana De Sio in La lampadina galleggiante, di Woody Allen, il 15 e 16 Dicembre. Info: http://www.teatrostabilecalabria.it, www.unical.it
 

Tommaso Spinelli

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