Il presidente Giuseppe Conte riferisce al Senato sui presunti fondi russi

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ROMA, 24 LUGLIO - Settimana alquanto tormentata per il governo italiano. I...

ROMA, 24 LUGLIO - Settimana alquanto  tormentata per il governo italiano. Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha riferito oggi mercoledì davanti al Senato sul  caso “Russiagate", che imbarazza seriamente il vice primo ministro Matteo Salvini, non presente in aula.  La Lega, il partito di cui Salvini è segretario, è sospettata di di aver ricevuto 65milioni di dollari  in finanziamenti dalla Russia per le elezioni europee. La scorsa settimana, il sito statunitense 'Buzzfeed News' ha pubblicato la registrazione di un incontro fra tre italiani e tre russi, avvenuto nell'ottobre 2018, al Metropol Hotel di Mosca. Tra questi c'era il presidente dell’associazione ‘Lombardia Russia’ Gianluca Savoini, considerato uno dei principali contatti della Lega, con la Russia.

I sei uomini, oggetto della discussione, sulla base della registrazione, trattavano su un probabile accordo per deviare 65 milioni di dollari (poco meno di 60 milioni di euro) da una transazione di acquisto di petrolio russo attraverso intermediari. Per ‘Buzzfeed’, queste discussioni nascondono un obiettivo più politico che economico: “Minare le democrazie liberali e modellare una nuova Europa nazionalista allineata a Mosca”. 

A febbraio ultimo scorsoda parte della procura di Milano, è stata avviata un'indagine affidata al procuratore Fabio De Pasquale e ai pm Sergio Spadaro e Gaetano Ruta del dipartimento 'reati economici transnazionali', che ipotizza corruzione internazionale.

Se oggi sono qui davanti a voi è in ragione del mio ruolo e per il profondo rispetto che nutro nei confronti di quest'Aula” - ha esordito il presidente del Consigio Conte, davanti al Senato - “Non mi sono mai sottratto al confronto con voi. Da questo consesso ho ricevuto la fiducia per l'incarico di presidente del Consiglio e in questo consesso tornerò ove maturassero le condizioni per la cessazione anticipata del mio incarico".

Il presidente Giuseppe Conte, ha fatto presente tra l’altro che: “Nessun membro del governo si è discostato dalla linea di adesione alla Nato. Nessuna forza politica avrebbe potuto imprimere rapporti internazionali in forza dei rapporti intrattenuti con altre forze politiche di altri Paesi” - ribadendo ancora che - “Sulla base delle informazioni disponibili alla presidenza del Consiglio posso precisare che il signor Savoini non riveste e non ha rivestito incarichi formali di consulente esperto di questo governo. Era presente a Mosca il 15  luglio 2018 a seguito del ministro Salvini per la finale del mondiale di calcio e il 16 luglio 2018 per l’incontro con le controparti russe. In quella occasione fu notificata alle controparti russe dalla nostra ambasciata la composizione della delegazione italiana su indicazione del protocollo del ministero dell’Interno: la delegazione ufficiale comprendeva anche il nominativo del signor Savoini”. Il presidente Conte ha infine palesato:Mi adopererò perché tutti i miei ministri e gli altri membri del governo vigilino con massimo rigore affinché negli incontri governativi siano presenti solo ed esclusivamente persone accreditate ufficialmente che siano tenute al vincolo della riservatezza. Questo per avere la massima garanzia che le informazioni riguardante l'attività di governo siano gestire con la massima cura”.

banchi dei senatori del M5S per tutta la durata dell’informativa del presidente del Consiglio risultavano essere vuoti per protesta verso l’assenza del vicepremier Salvini: «Ribadiamo il nostro rispetto per il premier, ma non era lui a dover riferire in Parlamento sul caso dei presunti fondi russi alla Lega” hanno affermato i senatori 5Stelle. 

Non sono mancate le urla e gli insulti dai banchi del Pd, che più volte hanno interrotto l’informativa richiedendo l’intervento della presidentessa del Senato Elisabetta Casellati. 

Salvini ministro della fuga e del tradimento, fugge dai suoi doveri istituzionali”, ha gridatomagniloquente’ Dario Parrini, ribadendo poi a Conte che “D'Amico non merita di stare un minuto di più nel suo incarico (quale consigliere di Salvini, ndr) perchè si è macchiato di una colpa grave come quella di aver spinto imprenditori italiani a investire nel Donbass in violazione di accordi internazionali”.

"Nell'immediato il Pd presenterà una mozione di sfiducia nei confronti del ministro Salvini che scappa dalle sue responsabilità" – ha annunciato il capogruppo Dem al Senato Andrea Marcucci al termine dell'informativa del presidente Conte in Aula. 

Luigi Palumbo 


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