Internet: Berners-Lee, nuovo web per tornare a controllare i dati

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MILANO, 7 NOVEMBRE - L'inventore del "web" sente l'esigenza di intervenire per togliere ai "giganti ...

MILANO, 7 NOVEMBRE - L'inventore del "web" sente l'esigenza di intervenire per togliere ai "giganti di internet" il controllo che hanno acquisito sui dati degli utilizzatori. Sir Tim Berners-Lee, il fisico britannico che creo' il World Wide Web quando lavorava al Cern, allora diretto da Carlo Rubbia, assieme al collega belga Robert Cailliau, ha spiegato il suo nuovo impegno perche' la rete torni a essere quello spazio di condivisione globale che era all'origine, al Deloitte Innovation Summit oggi a Milano. "Dieci anni fa, quando andavi per strada e chiedevi alla gente che cosa pensava del web, ti rispondeva 'wow! E' qualcosa di entusiasmante'. Ma ora, se vai per strada e chiedi la stessa cosa, ti risponde "mmmh ci sono le fake news, sono preoccupato per i mei dati personali'. Come creatore del web, provo molta frustrazione, e c'e' un livello di responsabilita' per chi come me lavora su queste cose. Abbiamo il dovere di assicurare che serva all'umanita'. Per questo ho deciso di fare un passo indietro".  

Berners-Lee, 63 anni, gestisce molto bene il palcoscenico nonostante la malattia di Parkinson da cui e' affetto. Ha deciso di "ridisegnare" il web creando "un nuovo sistema che permetta a chi lo usa di decidere dall'inizio dove vuole che siano archiviati i suoi dati. Si tratta di metterli in un deposito diverso, separato da quello comune dove ci sono milioni, miliardi di dati". Meta' della popolazione mondiale usa internet, ha ricordato lo scienziato che ha preso un periodo di aspettativa dal Mit dove lavora da molto tempo per dedicarsi al nuovo progetto.

"Fin dall'inizio del web mi hanno spesso chiesto degli aspetti negativi. Nel primo decennio rispondevo che quello che conta sono i 'preferiti': se uno li sceglie bene, non c'e' pericolo. L'umanita' puo' essere meravigliosa e orribile, e' tutta una questione di scelte: sul web ci sono cose meravigliose ma si possono anche fare esperienze orribili. "Ora pero' rispondo in un modo diverso: chi crea un social network deve assicurare che chiunque lo usi sia tutelato: deve essere un luogo in cui, anche se esistono aspetti negativi, come le discussioni in cui si fomenta l'odio o la misoginia, quelli positivi prevalgano. Bisogna innovare in modo che i sistemi si possano usare in modo positivo".

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