Juncker al governo italiano: “Rispettino le regole”

34
Scarica in PDF
BRUXELLES, 12 OTTOBRE - La manovra economica del governo gialloverde ha ricevuto nella giornata...

BRUXELLES, 12 OTTOBRE - La manovra economica del governo gialloverde ha ricevuto nella giornata di oggi diversi attacchi da parte delle autorità internazionali, l’ultimo dei quali è stato quello di Jean Claude Juncker, Presidente della Commissione europea. Intervistato dal quotidiano francese Le Monde, Juncker ha lanciato un appello alle autorità del nostro paese affinché modifichino le loro posizioni e "rispettino le regole per non mettere in pericolo la solidarietà europea".

Junker ha continuato: “Non ho niente contro l’Italia, al contrario io la amo. Che si smetta di descriverci come dei mostri freddi e chiusi in un bunker, insensibili agli appelli del popolo” inoltre “se l’Italia ha potuto investire così tanto in questi ultimi anni, è perché ho reso più flessibile l’interpretazione del Patto di Stabilità e Crescita”. Secondo il Presidente della Commissione europea “questo mi è valso dei problemi con un buon numero di altri Stati membri”, ma “ho voluto che si prendessero in considerazione i cicli economici e le spese straordinarie, come quelle legate alla crisi dei rifugiati”. “Abbiamo attivato una clausola di investimenti e un’altra sulle riforme strutturali. Così l’Italia ha potuto spendere 30 miliardi di euro in più di quanto avrebbe potuto fare se avessimo applicato meccanicamente le regole”.

 Infine Juncker sembra rispondere a chi all’interno del governo aveva sottolineato le differenze di trattamento tra Italia e Francia nel caso di sforamento del rapporto deficit-PIL al 3%: “c’è più di qualche leggera sfumatura tra il caso italiano e quello che viene chiamato il precedente francese [il rapporto deficit-PIL francese è stato superiore al 3% per nove anni, ndr]. Il livello di indebitamento dell’Italia è molto più elevato di quello della Francia. Da quando ho preso la guida della Commissione, la Francia non ha fatto nulla che avrebbe accresciuto il suo deficit. Ha sempre rispettato la sua parola, anche se non è stato semplice. L’Italia, invece non la rispetta”.

In ogni caso Juncker ha garantito: "Esamineremo il progetto italiano di bilancio 2019 tra il 15 ottobre e fine novembre, senza collera e senza parzialità. Il nostro compito non è rovesciare un governo o creare problemi con comportamenti inappropriati o dichiarazioni eccessive".

Le parole critiche di Juncker si aggiungono a quelle arrivate in giornata da Bali, in Indonesia, dove è corso il meeting del  Fondo Monetario Internazionale e di Banca Mondiale. Il Presidente della Bce, Mario Draghi, aveva affermato che per ottenere benefici dalle misure monetarie della Bce “le politiche di altri settori devono contribuire con più forza ad alzare la potenziale crescita sul lungo e ridurre le vulnerabilità". Draghi aveva continuato ribadendo la necessità di riforme strutturali e sottolineando che “l’ampia espansione in corso invita anche alla ricostruzione di buffer fiscali”, “questo è particolarmente importante nei paesi dove il debito pubblico alto e per i quali la piena aderenza al patto di Stabilità e crescita è critica per la salvaguardia di solide posizioni fiscali”. Secondo il Presidente della Bce “bisogna rafforzare l’Unione economica e monetaria, in primo luogo attuando quanto già concordato e finendo i progetti comuni che sono stati avviati: completare l’unione bancaria, rafforzare la capacità operativa e il ruolo dell’European Stability Mechanism e rafforzare l’unione dei mercati dei capitali”, inoltre “il lavoro deve proseguire puntando a una capacità fiscale che fornisca un’adeguata stabilizzazione macroeconomica mentre si argina il rischio morale. Le regole fiscali devono essere rese più efficaci”. Infine Draghi ha concluso il suo intervento: “Una Unione economica e monetaria più completa sarà una base migliore per un’economia della zona euro stabile e resistente che contribuisca alla crescita economica globale e alla stabilità finanziaria”.

Le parole critiche di Juncker si aggiungono a quelle arrivate in giornata da Bali, in Indonesia, dove è corso il meeting del  Fondo Monetario Internazionale e di Banca Mondiale. Il Presidente della Bce, Mario Draghi, aveva affermato che per ottenere benefici dalle misure monetarie della Bce “le politiche di altri settori devono contribuire con più forza ad alzare la potenziale crescita sul lungo e ridurre le vulnerabilità". Draghi aveva continuato ribadendo la necessità di riforme strutturali e sottolineando che “l’ampia espansione in corso invita anche alla ricostruzione di buffer fiscali”, “questo è particolarmente importante nei paesi dove il debito pubblico alto e per i quali la piena aderenza al patto di Stabilità e crescita è critica per la salvaguardia di solide posizioni fiscali”. Secondo il Presidente della Bce “bisogna rafforzare l’Unione economica e monetaria, in primo luogo attuando quanto già concordato e finendo i progetti comuni che sono stati avviati: completare l’unione bancaria, rafforzare la capacità operativa e il ruolo dell’European Stability Mechanism e rafforzare l’unione dei mercati dei capitali”, inoltre “il lavoro deve proseguire puntando a una capacità fiscale che fornisca un’adeguata stabilizzazione macroeconomica mentre si argina il rischio morale. Le regole fiscali devono essere rese più efficaci”. Infine Draghi ha concluso il suo intervento: “Una Unione economica e monetaria più completa sarà una base migliore per un’economia della zona euro stabile e resistente che contribuisca alla crescita economica globale e alla stabilità finanziaria”.

Sempre da Bali Paul Thomsen, Capo del Dipartimento europeo del Fmi, aveva commentato la manovra italiana: ”Pensiamo che un allentamento fiscale di tale portata in Italia nelle attuali circostanze non sia corretto”. Secondo Thomsen la manovra “va in direzione opposta rispetto ai suggerimenti del Fmi. Credo seriamente che per diverso tempo non sia stato seguito il consolidamento  di bilancio che ha portato l’Italia a crescere sotto il suo potenziale”. “Non è il momento di allentare le politiche ”di bilancio, ha concluso il Capo del Dipartimento europeo del Fmi, sottolineando che ci siano dei Paesi, tra cui il nostro, che hanno a diposizione “margini limitati”.

A tutte queste critiche ha cercato di rispondere il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Giancarlo Giorgetti: "Noi pensiamo che le ricette proposte in questi anni abbiano sicuramente fatto la fortuna di alcuni popoli europei, ma non quella del popolo italiano. E oggi noi, senza fare colpi di testa, senza essere irresponsabili, sappiamo perfettamente che serve fare un braccio di ferro per portare avanti le proprie idee e rompere gli equilibri consolidati".

Fonte immagine: ilfattoquotidiano.it

Fabio Di Paolo

InfoOggi.it Il diritto di sapere