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Morto il bambino dal cuore trapiantato a Napoli: la madre annuncia una fondazione in memoria di Domenico

Redazione
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Morto il bambino dal cuore trapiantato a Napoli: la madre annuncia una fondazione in memoria di Domenico
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Il piccolo, simbolo di una vicenda che ha commosso l’Italia, è deceduto dopo mesi di sofferenza. La famiglia: «Vogliamo trasformare il dolore in qualcosa di utile»

È morto a Napoli il piccolo Domenico, il bambino di appena due anni e due mesi sottoposto a un complesso trapianto cardiaco che aveva tenuto con il fiato sospeso l’intero Paese. Il decesso è avvenuto alle ore 9:20 presso l’ospedale Monaldi, al termine di un lungo e drammatico decorso clinico segnato da complicazioni gravissime.

La notizia, diffusa dalle principali agenzie di stampa, ha suscitato una forte ondata di commozione. Accanto alla madre, Patrizia Mercolino, nelle ultime ore era presente anche il cardinale Mimmo Battaglia, arcivescovo di Napoli, che ha impartito al bambino l’estrema unzione.

Il dolore della madre: «Nascerà una fondazione in suo nome»

Uscendo dall’ospedale, visibilmente provata, la madre ha annunciato l’intenzione di creare una fondazione dedicata a Domenico, con l’obiettivo di mantenere vivo il suo ricordo e aiutare altri bambini e famiglie.

«Voglio lasciare un segno per mio figlio. Questa fondazione servirà a non dimenticare», ha dichiarato tra le lacrime.

La donna ha inoltre invitato a prestare attenzione a possibili truffe online: nessuna raccolta fondi è stata autorizzata dalla famiglia.

Una vicenda sanitaria complessa e controversa

Il caso del piccolo Domenico ha riacceso il dibattito sulla sicurezza dei trapianti di organi, sulle procedure di conservazione e sui protocolli clinici in situazioni di emergenza.

Secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni:

  • il cuore donato avrebbe subito danni durante il trasporto
  • l’organo sarebbe stato conservato in modo non conforme
  • dopo l’espianto del cuore malato non era più possibile tornare indietro
  • un secondo trapianto è stato ritenuto impossibile

Un esperto di cardiochirurgia ha spiegato che la mortalità nei trapianti cardiaci pediatrici, soprattutto in condizioni critiche, può arrivare al 7–10%, sottolineando però che alcuni aspetti della vicenda appaiono “inconcepibili”.

Le ultime ore: cure palliative e niente accanimento terapeutico

Già nei giorni precedenti al decesso, i medici avevano comunicato l’irreversibilità del quadro clinico. In accordo con la famiglia, erano state somministrate esclusivamente terapie salvavita, evitando interventi invasivi inutili.

Il bambino era sedato, collegato a supporti vitali e affetto da grave insufficienza multiorgano, ma — secondo i sanitari — non percepiva dolore.

La nota dell’ospedale Monaldi

L’Azienda Ospedaliera dei Colli ha espresso il proprio cordoglio con un comunicato ufficiale, sottolineando che il decesso è avvenuto a seguito di un impatto clinico improvviso e irreversibile.

La direzione ha manifestato vicinanza alla famiglia e rispetto per una tragedia che ha profondamente segnato l’intera comunità sanitaria.

L’inchiesta sul trapianto e le responsabilità

La magistratura sta indagando per chiarire eventuali responsabilità nella gestione del trapianto. Tra gli elementi al vaglio:

  • modalità di trasporto dell’organo
  • procedure di conservazione
  • decisioni cliniche adottate dall’équipe
  • dimissioni del cardiologo responsabile dopo l’intervento

Il caso solleva interrogativi delicati anche sul rispetto dovuto alla famiglia del donatore, il cui gesto altruistico non ha potuto salvare la vita del piccolo ricevente.

Il cordoglio della politica e del Paese

Numerosi esponenti istituzionali hanno espresso vicinanza alla famiglia. Dai messaggi emerge un sentimento comune: la morte di Domenico rappresenta una ferita per l’intera Italia.

Leader politici e autorità hanno sottolineato il coraggio della madre e l’importanza di fare piena luce sulla vicenda.

Un dolore che diventa memoria

La storia del bambino dal “cuore bruciato”, come è stato spesso definito dai media, lascia una profonda traccia emotiva e sociale. La fondazione annunciata dalla madre potrebbe trasformare questa tragedia in un aiuto concreto per altri bambini affetti da gravi patologie cardiache.

Nel ricordo di Domenico, resta la speranza che una vicenda così dolorosa possa contribuire a migliorare sicurezza, trasparenza e fiducia nel sistema dei trapianti.


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