Salvini: "Porte chiuse alle ong del Mediterraneo"

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ITALIA, 30 GIUGNO 2018 - La partita del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini con...

ITALIA, 30 GIUGNO 2018 - La partita del vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini contro le Ong che traghettano i migranti verso le coste italiane rimane aperta: "Non vedranno più l'Italia se non in cartolina". Salvini prosegue nello scontro affermando che sarà impossibile per le navi delle ong non solo attraccare nei porti italiani, ma anche approcciarsi alle coste per i rifornimenti. Non saranno più consentiti gli approdi a Catania, Augusta o Pozzallo per approvvigionamento. 

Matteo Salvini ha trovato l’accordo anche con il ministro delle infrastrutture Danilo Toninelli: "emaneremo una circolare che chiude i porti". Tuttavia, è bene ricordare che ancora nessun provvedimento ufficiale è stato preso e che lo stesso Toninelli è più cauto nell’approccio al problema e l’unico divieto è relativo all’approdo della ong Open Arms. La disposizione di Toninelli è stata adottata "in ragione della nota formale che arriva dal ministero dell'Interno e che adduce motivi di ordine pubblico". Il ministro delle infrastrutture secondo l’articolo 83 del codice della navigazione ha il potere di "limitare o vietare il transito e la sosta di navi mercantili nel mare territoriale, per motivi di ordine pubblico, di sicurezza della navigazione e, di concerto con il Ministro dell'ambiente, per motivi di protezione dell'ambiente marino, determinando le zone alle quali il divieto si estende". Ogni caso sarà valutato nella sua dimensione.
Salvini mantiene la linea dura contro le ong perché le ritiene complici dei trafficati, non si conosce l’entità che le finanzia e la loro presenza ostacola il lavoro della guardia costiera libica. Anche dall’Europa arrivano commenti in merito: "Abbiamo inviato un messaggio a tutti, anche alle Ong devono rispettare la legge e non devono ostacolare il lavoro della Guardia Costiera libica" – afferma il presidente del Consiglio Ue Donald Tusk -. Arriva anche la replica delle ong: "Distruggere il lavoro delle organizzazioni e la capacità di salvataggio nel Mediterraneo – si legge in un tweet di Msf - porterà solo a più morti inutili in mare. Un costo umano orrendo". "Non è una buona notizia" aggiunge Sos Mediterranee: "fino a quando degli esseri umani rischieranno la loro vita in mare, noi proseguiremo la nostra missione per cercare, soccorrere, proteggere e testimoniare".

 

 

 

 

 

L’Italia si allinea a Malta e lascia sola la Spagna, dove i centri di accoglienza dell’Andalusia sono al collasso. Sale la tensione sul tema migrazione anche a causa della piega che sta prendendo il Consiglio europeo a Bruxelles in questi giorni. I 28 paesi dopo 13 estenuanti ore di trattative non sembrano più d’accordo: la Francia chiude totalmente e Macron afferma che "I centri sorvegliati di accoglienza in Ue su base volontaria vanno fatti nei Paesi di primo ingresso, quindi sta a loro dire se sono candidati ad aprire questi centri. La Francia non è un Paese di primo arrivo". Anche Belgio, Olanda e Austria non intendono arretrare. Ma l'ex premier italiano Paolo Gentiloni affida al suo account twitter il suo pensiero sulle trattative dell'Italia in Europa: "L'Ue ha passato la nottata. Meglio così. Ma da un anno l'Italia si batteva per ottenere impegni vincolanti e non su base volontaria. Ora invece ci affidiamo alla buona volontà, come chiesto da Visegrad. L'unico obbligo riguarda i movimenti secondari. Speriamo bene". 

Soddisfatti i paesi del gruppo Visegrad (Polonia, Repubblica Ceca, Slovacchia e Ungheria): è stata ottenuta una "grande vittoria" per l'ungherese Viktor Orban. Un "gigantesco successo" è il commento del polacco Mateusz Morawiecki, mentre di soddisfazione parlano lo slovacco Peter Pellegrini e il ceco Andrej Babis.

A quanto pare aver firmato un documento in cui si concedeva a ciascun paese il libero arbitrio sull’apertura o meno dei centri per migranti ha portato tutti a chiudere le porte.

Fonte immagine Il Foglio

Claudia Cavaliere

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