Sanità Veneto, in arrivo la "rivoluzione dell'accoglienza": ecco cosa cambia al pronto soccorso

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VENEZIA, 31 AGOSTO 2014 – Al via la “rivoluzione dell’accoglienza”, come l’ha chiamata il governatore Luca Zaia. Si parte da lunedì 1° settembre: nei 75 reparti di pronto soccorso del Veneto sbarca il progetto da 2 milioni di euro ideato dalla Regione per migliorare i tempi di attesa dei pazienti, soprattutto per quelli che arrivati in ospedale, ricevono il codice bianco. Per questi, infatti, ci sono importanti novità: le ore di attese massime potranno essere solo quattro, oltre il paziente avrà diritto ad essere ricevuto e curato.

“L’obiettivo, in realtà” spiega il governatore del Veneto, “è di chiudere entro un’ora il 90% dei “codici bianchi”, ma ci si siamo tenuti larghi perché ci possono essere anche casi più complicati”. “Gli obiettivi di questa iniziativa sono essenzialmente tre” continua. “Uno: abbattere le liste d’attesa. Due: evitare di svilire le cure, che sono sempre al top, con accettazioni e attese non all’altezza dei nostri standard di qualità. Tre: realizzare un triage davvero efficace, che indichi ai pazienti i reparti più appropriati, penso a pediatria o ginecologia, evitando ingorghi in pronto soccorso”.

Il progetto in ogni caso, verrà monitorato e qualora non venissero rispettate le nuove direttive non ci sarà alcun a conseguenza e si provvederà a trovare un nuovo piano. Come spiega il segretario generale della Sanità Domenico Mantoan all’incontro con i primari “il progetto accoglienza impone una complessa riorganizzazione non solo dei pronto soccorso ma di tutti i reparti ospedalieri, ad esempio ortopedia, pediatria, urologia, che si dovranno piegare alle esigenze di razionalizzazione dell’attesa. Servirà poi un vero e proprio investimento culturale sul personale extra medico, dai tecnici di radiologia alle ostetriche, passando per gli infermieri”.

Federica Sterza

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