Scorrimento graduatorie bloccato: senza tempi certi assunzioni e servizi pubblici restano paralizzati
Scorrimento graduatorie: senza tempi certi si paralizzano assunzioni e servizi. CPI, sanità e personale amministrativo pagano il prezzo del ritardo.
Lo scorrimento delle graduatorie pubbliche non può continuare a essere gestito senza prevedere un termine perentorio entro cui gli idonei devono esprimere formale accettazione o rinuncia all’incarico. Senza questo correttivo il meccanismo è troppo lento, inefficiente e dannoso per i cittadini e per la stessa Pubblica Amministrazione.
Da tempo è evidente una criticità che attraversa più settori strategici della pubblica amministrazione.
Una lacuna che oggi produce effetti gravi e misurabili ex multis nelle graduatorie dei CPI – Centri per l’Impiego, nelle graduatorie della sanità e, più in generale, in quelle del personale amministrativo, dove il fabbisogno di risorse umane è strutturale e non rinviabile.
Sia Azienda Zero sia la Regione Calabria stanno procedendo all’invio di comunicazioni agli idonei collocati in graduatoria. Tuttavia, in un numero crescente di casi, tali comunicazioni restano prive di riscontro, soprattutto da parte di soggetti che non sono più interessati o che hanno già intrapreso altri percorsi lavorativi.
Il fenomeno riguarda in particolare :
-I CPI, chiamati a gestire politiche attive del lavoro in una Regione con tassi di disoccupazione tra i più alti d’Europa;
-il comparto sanitario, dove la carenza di personale incide direttamente sulla qualità dell’assistenza, sui tempi di attesa e sulla tenuta del sistema;
-Il personale amministrativo, indispensabile per il funzionamento degli enti, degli uffici e delle stesse strutture sanitarie.
In tutti questi ambiti si ripete lo stesso schema, ovvero graduatorie valide e vigenti; posti disponibili e spesso già finanziati;
strutture sottodimensionate; scorrimenti bloccati o rallentati da silenzi che non producono alcun effetto giuridico, ma paralizzano l’azione amministrativa.
Il risultato è un cortocircuito inaccettabile:
posti che restano scoperti, servizi che non partono o funzionano a regime ridotto, cittadini che pagano il prezzo di una mancanza di regole elementari.
È bene chiarirlo, non rispondere non può equivalere a tenere in ostaggio una graduatoria.
Quando manca una disciplina chiara, il sistema si inceppa. E quando il sistema si inceppa, il danno è collettivo.
La soluzione è semplice, legittima e immediatamente applicabile
Occorre prevedere nei decreti di scorrimento una tempistica obbligatoria e perentoria – ad esempio 7 o 10 giorni – entro cui l’idoneo deve comunicare formalmente l’accettazione.
Decorso inutilmente tale termine, l’amministrazione deve procedere automaticamente allo scorrimento successivo.
Non è una misura punitiva, ma una regola di serietà, responsabilità e rispetto reciproco.
Chi è realmente interessato risponde; chi non lo è, non può continuare a bloccare assunzioni, graduatorie e servizi pubblici.
In una Regione come la Calabria, dove la carenza di personale è cronica e dove ogni unità lavorativa è fondamentale, l’inerzia diventa un danno strutturale.
Il principio del buon andamento della Pubblica Amministrazione non è una formula astratta: è un obbligo costituzionale.
Per questo è indispensabile che Azienda Zero e Regione Calabria intervengano con urgenza, modificando i decreti di scorrimento delle graduatorie – a partire da quelle dei CPI, della sanità e del personale amministrativo – introducendo termini certi, chiari e vincolanti.
Antonello Talerico Consigliere Comunale Catanzaro
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