Sotto inchiesta nomine giunta Raggi, perquisizioni in Campidoglio. La sindaca: "Nulla da nascondere"
Cronaca Lazio

Sotto inchiesta nomine giunta Raggi, perquisizioni in Campidoglio. La sindaca: "Nulla da nascondere"

giovedì 15 dicembre, 2016

ROMA, 15 DICEMBRE – Nella giornata di ieri, nell’ambito dell’inchiesta sulle nomine in Campidoglio deliberate dalla giunta Raggi nei primi cinque mesi di governo, un gruppo di ufficiali in borghese della Guardia di finanza ha acquisito a Palazzo Senatorio tutti i documenti, compresi pareri e determine sui compensi, relativi alle assunzioni effettuate dalla sindaca di Roma; una mole di atti che verrà ora messa a disposizione dell'autorità giudiziaria. [MORE]

Tra i documenti acquisiti ci sarebbero in particolare carte relative alla nomina di Salvatore Romeo - che dopo la vittoria alle amministrative si è messo in aspettativa dal Campidoglio per essere riassunto dallo stesso ente al triplo dello stipendio come capo della segreteria politica della sindaca - , di Carla Raineri, ex capo di Gabinetto dimessasi a fine agosto, e Raffaele Marra, ora al dipartimento del personale.
L'inchiesta della Procura è partita da un esposto di Fratelli d'Italia ed è stata affidata al pm Francesco Dall'Olio e all'aggiunto Paolo Ielo.


Intanto, su Twitter, la sindaca Raggi ha così risposto alle operazioni effettuate ieri in Campidoglio: «Perquisizioni? Nulla da nascondere. Ho messo a disposizione i documenti richiesti in assoluta serenità».
«Questa vicenda sta assumendo toni ridicoli. La magistratura lavorerà, sono atti dovuti ed è follia pensare che non siamo disponibili a collaborare con l'autorità giudiziaria», ha poi aggiunto nel corso della conferenza stampa sulle partecipate.

«È simpatico – ha concluso la Raggi - che tutto questo sia stato fatto dall'ex capo di Gabinetto, che di fatto è stata nominata con una procedura che io ritenevo illegittima, tanto che ho chiesto un parere all'Anac. Io volevo utilizzare un'altra procedura, invece mi è stato proposto di usare quella ex articolo 110. Io ho chiesto un parere all'Anac, e l'Anac si è pronunciata, sanzionando questa forzatura alla quale ero stata indotta sulla base di un parere difforme da quelli precedenti dell'Avvocatura».

[foto: iltempo.it]

Antonella Sica


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