Tragedia di San Pietro Lametino: ritrovato il corpo del piccolo Nicolò

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LAMEZIA TERME, 12 OTTOBRE – Le incessanti ricerche del piccolo Nicolò si sono concluse: dopo aver...

LAMEZIA TERME, 12 OTTOBRE – Le incessanti ricerche del piccolo Nicolò si sono concluse: dopo aver rinvenuto quelli della madre Stefania Signore e del fratellino Christian, di 7 anni, i Vigili del Fuoco hanno trovato anche il corpo dell’ultima vittima dell’esondazione di un torrente avvenuta a San Pietro Lametino una settimana fa.

L’allarme nella piccola frazione, la più a sud del comune di Lamezia Terme, era scattato già durante la notte fra il 4 e il 5 ottobre, quando era stata denunciata la scomparsa della donna con i suoi due figli. I Vigili del Fuoco catanzaresi, già severamente impegnati in molteplici attività operative a seguito dei fenomeni meteorologici particolarmente avversi che avevano interessato l’intera provincia nella scorsa settimana, si erano prontamente recati nell’area interessata ed avevano ben presto avvistato i cadaveri di Stefania Signore e di uno dei due figli, il piccolo Christian.

Le operazioni di ricerca erano poi proseguite ininterrottamente, utilizzando senza sosta specialisti e mezzi di movimento di terra, al fine di ritrovare anche Nicolò, bambino di soli 2 anni, anche se la sua sorte era stata intesa da subito, considerando la furia del torrente e del nubifragio da cui il piccolo nucleo familiare era stato travolto. Il gruppo sapr (sistemi aeromobili a pilotaggio remoto), comunque, attraverso l’utilizzo di moderni droni ha battuto palmo a palmo anche ogni zona in cui i normali mezzi di soccorso avrebbero potuto trovare limitazioni o impedimenti; altro ausilio alle ricerche è poi giunto dai sistemi georadar, messi a disposizione dal personale del CNR.

Sul posto si era recato anche il Procuratore della Repubblica di Lamezia Terme, Salvatore Curcio, che stava coordinando le indagini sulla vicenda. In base alle ricostruzioni diffuse, Stefania Signore e i due figli erano stati sorpresi dal nubifragio mentre stavano rientrando in auto nella loro abitazione di Gizzeria; la donna, infatti, stava percorrendo la strada adiacente al torrente dopo aver prelevato i figli dall’abitazione dei suoceri una volta terminato il suo turno di lavoro in un call center. Imbattutasi nella piena d’acqua e colta dal panico, Stefania sarebbe scesa dalla vettura insieme ai due bambini, ma la furia del nubifragio le avrebbe strappato dalle braccia il piccolo Niccolò, trascinando via invece sia lei sia l’altro bimbo.

Alla fine, proprio poche ore prima dei funerali della madre e del fratellino Christian – previsti per le 15:30 di oggi con partenza dalla frazione Mortilla di Gizzeria Lido – il corpicino di Nicolò è stato individuato circa 500 metri più a monte rispetto al punto in cui erano stati rinvenuti gli altri. Pertanto, è stata richiusa la camera ardente presso la quale in molti si erano recati per salutare le vittime ed il rito funebre è stato rinviato a data da destinarsi, mentre il Sindaco di Catanzaro Sergio Abramo ha parlato di “dramma che unisce l’intera Calabria”.

AGGIORNAMENTO ORE 13: Sono stati rimandati a domani pomeriggio, sempre alle 15:30 nella chiesa di Gizzeria (CZ), i funerali di Stefania Signore e del figlio Christian. La decisione è stata assunta per consentire di celebrare le esequie insieme a quelle del piccolo Nicolò. È stata la famiglia di Stefania e di suo marito Angelo a chiedere la possibilità di celebrare un unico funerale e la richiesta è stata subito accolta dal Procuratore Capo di Lamezia Terme, Salvatore Curcio.

Il dolore di Angelo Frijia: "solo io so cosa c'è nel mio cuore" 
"E' un momento molto difficile per me, solo io so cosa c'è dentro il mio cuore". Così ha parlato Angelo Frijia, il marito di Stefania Signore e padre dei piccoli Christian e Nicolò, raggiunto a Lamezia Terme dai microfoni di Canale 5. Angelo è stato intervistato proprio nei pressi del punto in cui è stato ritrovato il corpo del figlioletto più piccolo ed ha provato a farsi forza: "Ho sempre avuto fede in Dio e loro tre sono già nel mio cuore dal momento in cui ho saputo che era è successo il fatto. Ora - ha poi aggiunto Angelo Frijia - voglio solo ringraziare i parenti, gli amici, tutti i volontari e soprattutto coloro che hanno ritrovato Nicolò, Antonio Priamo e Domenico Dedato. Credo che meriterebbero una medaglia, perchè sono persone che lavorano con il cuore".


Francesco Gagliardi

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