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Trump e la Groenlandia: tra acquisto dell’isola, sicurezza artica e tensioni con l’Europa

Redazione
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Trump e la Groenlandia: tra acquisto dell’isola, sicurezza artica e tensioni con l’Europa
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Dalla provocazione diplomatica alla strategia geopolitica Usa

L’idea che Donald Trump voglia la Groenlandia non è una boutade estemporanea, ma un progetto che torna ciclicamente al centro del dibattito internazionale. Secondo quanto riportato dal Wall Street Journal, l’attuale amministrazione statunitense starebbe valutando un’acquisizione dell’isola dalla Danimarca, escludendo al momento uno scenario di invasione militare diretta.

A chiarirlo è stato il segretario di Stato Marco Rubio, durante un briefing riservato con la leadership del Congresso: le minacce verbali non indicano un attacco imminente, ma rientrano in una più ampia strategia di pressione diplomatica.

Perché la Groenlandia è strategica per gli Stati Uniti

La Groenlandia, territorio autonomo del Regno di Danimarca, è centrale per almeno tre motivi:

  • sicurezza nazionale Usa e controllo dell’Artico
  • rotte marittime artiche, sempre più rilevanti con lo scioglimento dei ghiacci
  • ricchezze minerarie (terre rare) utili a ridurre la dipendenza dagli approvvigionamenti cinesi

Non a caso, sull’isola è già presente una base militare americana, regolata da accordi con Copenaghen che consentono agli Stati Uniti di aumentare le truppe previo confronto con la Danimarca.

La Danimarca rafforza la difesa, Washington guarda a Nuuk

Di fronte alle mire statunitensi, la Danimarca ha deciso di rafforzare la presenza militare in Groenlandia, nel tentativo di rassicurare Washington sul fronte della sicurezza. Tuttavia, secondo The Economist, gli Stati Uniti starebbero lavorando a un accordo diretto con Nuuk, il governo groenlandese, escludendo Copenaghen.

L’ipotesi è quella di un’intesa politica e militare simile ai rapporti che Washington intrattiene con Stati insulari del Pacifico come gli Stati Federati di Micronesia, le Isole Marshall e Palau:

  • libertà operativa per le forze armate Usa
  • espansione delle infrastrutture militari
  • partnership commerciali esenti da dazi

Un modello che conferma come la via diplomatica non sia stata ancora abbandonata, ma che segna un chiaro cambio di passo nei rapporti con la Danimarca.

Le reazioni dell’Europa: difesa della sovranità groenlandese

Le dichiarazioni americane hanno acceso l’allarme tra i leader europei. Da Emmanuel Macron a Giorgia Meloni, da Friedrich Merz a Keir Starmer, passando per Donald Tusk, Pedro Sánchez e la premier danese Mette Frederiksen, la posizione è netta:

La Groenlandia appartiene al suo popolo. Spetta alla Danimarca e alla Groenlandia, e solo a loro, decidere il proprio futuro”.

L’Europa ribadisce che la sicurezza dell’Artico deve essere garantita collettivamente all’interno della Nato, di cui fanno parte sia la Danimarca sia gli Stati Uniti.

L’ombra dell’uso della forza e le parole della Casa Bianca

Nonostante i tentativi di dialogo, alcune dichiarazioni provenienti dalla Casa Bianca lasciano aperti scenari più duri. Il vice capo dello staff Stephen Miller ha affermato che, secondo la posizione ufficiale dell’amministrazione Trump, “la Groenlandia dovrebbe far parte degli Stati Uniti”, minimizzando il rischio di una reazione militare da parte degli alleati Nato.

Un messaggio che alimenta i timori europei, soprattutto alla luce di un contesto globale già segnato da tensioni, dal conflitto in Ucraina alla crisi in Medio Oriente.

Tra diplomazia, risorse e nuove rotte artiche

Al di là delle dichiarazioni pubbliche, il dossier Groenlandia mette in luce una partita più ampia: controllo delle risorse, equilibri militari nell’Artico e competizione globale con la Cina. Londra, attraverso Downing Street, prova a smorzare i toni assicurando che Trump resta “un alleato affidabile e non una minaccia per l’Europa”.

Resta però evidente che la Groenlandia è diventata uno snodo chiave della geopolitica del XXI secolo, e che le scelte dei prossimi mesi potrebbero ridefinire gli equilibri tra Stati Uniti, Europa e Artico.


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